John Foxx + Jori Hulkkonen

European Splendour

2013 (Sugarcane) | electro-writer

Trentaquattro primavere fa era “Europe After The Rain”, il cielo rischiarato dopo la tempesta new wave, il romanticismo che iniziava a divenire credo anche al dì fuori dal mondo glam, animando la contemplazione gelida di un Vecchio Continente alle prese con la decadenza. Di acqua ne è passata, di piogge ce ne sono state in quantità, ma immortale e instancabile, John Foxx ha proseguito nel suo viaggio sviluppando quel dualismo che la coppia “Metamatic”-“The Garden” aveva inaugurato, dividendosi fra metropoli (city) e città (town), macchine e uomini, tecnologia e spiritualità.

Già nelle ultime, straordinarie prove al fianco dell'ormai fido Benge - “The Shape Of Things” e, soprattutto, “Evidence” - questi due linguaggi avevano finito per trovare un punto d'incontro, complice anche un recupero parziale di quel misticismo che aveva pervaso il mai abbastanza considerato capolavoro “My Lost City”. L'incontro con Jori Hulkkonen, ovvero uno fra i principali responsabili dell'innalzamento del verbo house a idioma metropolitano, non è insomma che l'ultima (da intendersi solo ed esclusivamente come “più recente”, vista la prolificità e l'inesauribile lungimiranza del Nostro) tappa di un percorso che rappresenta uno dei (se non addirittura il principale fra i) poli tematici centrali della carriera di Foxx.

Un precedente fra i due risale in realtà all'ormai non troppo vicino 2005, quando il producer finlandese invitò il genio di Chorley a collaborare in “Dislocated”, oscura marcia synth-pop inserita nell'ottimo “Dualizm”. Un'anticamera in netto anticipo su questo primo breve parto congiunto dei due, che a completamento della combo chiamano in veste di remixer niente meno che un David Lynch che sembra ormai quasi preferire la musica al cinema. Il risultato è quello che solo in apparenza può sembrare un omaggio spassionato all'Europa tanto amata da Foxx e che musicalmente riparte esattamente laddove “Evidence” aveva lasciato l'anno scorso, ovvero da un ibrido fra l'electro-writer del marchio Maths e nebulose languido-ambientali questa volta affidati alle calde venature house di Hullkkonen.

“Evangeline”, brano di punta proposto in ben quattro versioni differenti, è uno splendido notturno su un continente ormai al tramonto, dove gli ormai classici suoni analogici incrociano per direttissima flussi dimessi, con i raggi di un sole sempre più fioco e stanco a dissolversi lentamente dalle punte dei grattacieli. Il maestro del surrealismo Lynch trova in una musica pittoresca ed evocativa terreno fertile per ambientare le immagini in un possibile futuro, teso e sofferente nel “Remix”, deserto e ormai abbandonato al trionfo dell'artificio nell' “Instrumental”.
L'elogio alla solitudine della più oscura “Strictly” ammortizza la tensione sperimentata al fianco di Matthew Dear, prima che “Something Is Coming Down The Avenues” tocchi il vertice psicodrammatico dell'opera, in una catarsi emotiva che si posiziona in linea retta con i Soft Moon.
Il complesso congedo di “Can't See You Anymore” segna un'escursione dall'usuale soundworld dei due, con il pianoforte elettrico a guidare una scia di nostalgia lunga ben sette minuti che trascina per una volta lontano da città e tecnologia, abbandonandosi al sentimento puro.

Diviene ogni volta più difficile narrare di una nuova opera firmata Foxx senza perdersi negli artifici retorici o ripetersi nel decantare la sua incredibile parabola, da almeno un decennio in irrefrenabile ascesa. “European Splendour” è un extended play e di brani ne contiene solo quattro, uno più bello dell'altro, e vien da chiedersi cosa sarebbe potuto essere (o, molto più probabilmente, cosa sarà) un intero lavoro firmato a quattro mani con quell'Hulkkonen che si candida con forza al ruolo di suo discepolo prediletto, il giorno in cui il fu Dennis Leigh dovesse smettere di partorire meraviglie con cadenza pluriannuale. Ma, “purtroppo” per Jori e per fortuna per la musica, quel momento si preannuncia molto, molto lontano.

(12/10/2013)

  • Tracklist
  1. Evangeline
  2. Strictly
  3. Something Is Coming Down The Avenues
  4. Can't See You Anymore
  5. Evangeline (David Lynch Remix)
  6. Evangeline (David Lynch Instrumental)
  7. Evangeline (Radio Edit)
John Foxx and Belbury Circle su OndaRock
Recensioni

JOHN FOXX AND BELBURY CIRCLE

Empty Avenues

(2013 - Ghost Box)
A un mese dal duetto con Hulkkonen, Foxx firma il primo Ep dei Belbury Circle

JOHN FOXX AND THE MATHS

Evidence

(2012 - Metamatic)
Un altro colpo riuscito per uno dei maestri della new wave

JOHN FOXX AND THE MATHS

The Shape Of Things

(2011 - Metamatic)
Ripeschiamo il secondo, lungimirante capitolo della collaborazione tra il padre del synth-pop e il guru ..

JOHN FOXX AND THE MATHS

Interplay

(2011 - Metamatic)
Il leggendario fondatore degli Ultravox alle prese con un nuovo progetto techno-metropolitano

JOHN FOXX & LOUIS GORDON

From Trash

(2006 - Metamatic Records)
Il pop tecnopolita dell'ex leader degli Ultravox!

JOHN FOXX

Metamatic

(1980 - Virgin)
Abbandonati i suoi Ultravox, Foxx partorisce uno dei capolavori dell'intero movimento synth-pop

Live Report


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.