Loveless Whizzkid

We Were Only Trying To Sleep

2013 (Seahorse Recordings) | post-rock, experimental-rock

Si può essere nati all'inizio degli anni Novanta e apprezzare capisaldi di un movimento che veniva concepito qualche anno addietro e che, proprio sul finire degli 80 e l'inizio dei 90, trovava ragione di esistere nelle menti di chi, sino ad allora, non apparteneva alla stretta comunità dei post-rocker.
E anche crescere ai piedi del vulcano più attivo d'Europa può significare qualcosa, vuoi almeno per l'animo incandescente che i tre musicisti catanesi, i Loveless Whizzkid, lasciano scorrere nella loro prima concezione artistica completa, nei concetti e nel suono. Nella cinquantina di minuti che compongono il disco, i giovani siciliani riescono a far capire agli Italiani come la regione a statuto speciale sia all'avantgarde e alla recherche non solo in campo politico, ma anche in ambito musicale.

Il post-rock di concezione ha avuto testimoni eccellenti, con picchi qualitativi toccati da Shellac (Bob Weston, bassista della band americana, ha curato il master dell'album) e Fugazi. In pochi, soprattutto nella nostra penisola, hanno saputo conciliare sperimentazione ed abbozzi vocali da buttare tra le note. I Loveless Whizzkid hanno provato a fare qualcosa del genere, con risultati bizzarri e altalenanti.
Certo si percepisce come Davide Ianniti (chitarra, voce) non sia propriamente un vocalist, ma certi giochetti melodici possono rappresentare un arrischiato tentativo di porre della sana "meridionalità" all'interno di cornici musicali provenienti dall'altra parte dell'oceano (Sonic Youth su tutti), come in "Blue Butted Baboons", un'intorpidita e umidiccia corsa ipnotica verso il non-sense (vedi titolo della traccia) in cui la voce scherza con se stessa e con gli ascoltatori.

E se "Lovely Ball Of Snot" rappresenta probabilmente una buona mediazione per capire con che personaggi abbiamo a che fare, "Axelle in Wonderland" sperimenta quelle sonorità di Ian Mackaye e soci, ibridandole con un grunge alla Pavement (vedi anche Jassie's Disappeared"). Gli etnei si concedono spazi di libertà anche in territori britannici, avvicinando tratti latini a suoni cari a God Is An Astronaut e Mogwai, nella cavalcata sonica di "We'll Really Miss You, Santa Claus…", anticipando le folli note psichedeliche dei nove minuti di "The Golden Cockroach's Pinball Song", tra rimbalzi di chitarra e contrattacchi della batteria suonata da Enrico Valenti e il basso di Gabriele Timpanaro, con le suddette melodie vocali da "carretto siciliano" e stop'n'go azzeccati. Caratura notevolmente inferiore quando si ascoltano "Cousin Lizard" e "Hail To The 'Lil' Gorilla", semi-tributi a uno stoner-rock non propriamente nelle corde della band, che si risolleva con la conclusiva "Billie Joe's Colourful Laughter", discreta unione tra psichedelia e post-punk.

I Loveless Whizzkid hanno proposto le loro personalità multiple in questo disco dalle forme trilobitiche e dai suoni coriacei; attendiamo in prospettiva uno schiarimento di idee, portatore di una linea musicale meglio definita, ad ora percepibile flebilmente in controluce, ma che incoraggia comunque a guardare con rinnovata fiducia alla scena musicale del nostro paese.

(30/04/2013)



  • Tracklist
  1. Lovely Ball Of Snot
  2. Blue Butted Baboons
  3. Jassie's Dissapeared
  4. Axelle In Wonderland
  5. We'll Really Miss You, Santa Claus...
  6. The Golden Cockroach's Pinball Song
  7. Cousin Lizard
  8. Hail To The "Lil" Gorilla
  9. Billie Joe's Colourful Laughter


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