Flying Lotus

You're Dead!

2014 (Warp) | future jazz, hip hop

Steve Ellison ama sbalordire. E’ fatto così. Stupire in qualche maniera è un tratto distintivo del suo Dna. Ad ogni sua nuova apparizione segue puntualmente una qualche rivoluzione estetica, accompagnata dalla consueta eccitazione collettiva che caratterizza ogni suo minimo movimento da almeno un lustro a questa parte. Stavolta, è il turno del fumettista manga Shintaro Kago, chiamato per l’occasione a disegnare diciannove differenti illustrazioni, una per ogni traccia del qui presente “You’re Dead!”, quinto Lp sganciato a due anni esatti di distanza dal lodevole “Until Quiet Comes”. Dopotutto, la cornice visiva necessita anch’essa di particolari attenzioni, così come la musica, che fin dai primi sussulti di questa nuova opera appare ancora una volta tonica e per certi versi inafferrabile. Il talentuoso musicista losangelino pone sul piatto nuove colorazioni, nuove traiettorie sonore, nuove possibili commistioni stilistiche. Del resto, quando sei cresciuto a pane, free-jazz e J Dilla, tuffarsi ripetutamente in nuove esplorazioni diventa quasi un obbligo, una peculiarità imperante.

A rafforzare poi questa sua particolare visione del mondo e delle cose, è l’irreparabile cleptomania musicofila atta a surclassare la scena con campionamenti versatili, imprevedibili e di gran fiuto, figlia di un bagaglio musicale enorme e della congenita vicinanza stilistica agli amici “compaesani” della Stones Throw. Spiccano in questo caso gli estratti di Queen ("Another One Bites The Dust" in "Dead Man's Tetris") Admiral Tibet ed Ennio Morricone (la celebre “Piume di Cristallo” in “Turtles”).
Pieno fino all’orlo di sé e del proprio potenziale artistico, in questa sua quinta opera Ellison si trova dinanzi a un bivio sostanziale. C’è da scegliere se continuare a sfogare esclusivamente le proprie personali inclinazioni, o provare a mescolarsi con il resto del pianeta senza comunque perdere di vista l’obiettivo. Steve opta per la seconda direzione. Nascono così le collaborazioni insolite e accattivanti con Snoop Dogg e Kendrick Lamar, con il sempre più prezioso e immancabile amico Stephen “Thundercat” Bruner, presente con il suo basso praticamente in ogni traccia del disco, ma soprattutto con la leggenda Herbie Hancock, alle tastiera in “Tesla” (scritta tra l’altro assieme allo stesso Bruner) e in “Moment Of Hesitation”.

Ciò che richiama maggiormente l’attenzione rispetto ai lavori precedenti è una smodata propensione alla musica fusion generalmente intesa come tale. Spuntano, dunque, qua e là i fantasmi di Chick Corea (“Tesla” e “Cold Dead”), mentre si susseguono i consueti micro-bozzetti jazzy alla stregua del miglior Scott Herren o dell’amico Gaslamp Killer (non a caso tra i pezzi più pregiati della personale label Brainfeeder), quasi a voler rattoppare i momenti più alti dell’album, quali ad esempio la sensualissima “Siren Song”, scritta e interpretata dalla multistrumentista Angel Deradoorian (ex-Dirty Projectors), mai come in questo caso cadenzate e cullante quanto basta per riappacificare anima e corpo, e la successiva “Turtles”, impreziosita da tintinnii e vagiti dal riflesso esotico.

Le faccenda, invece, si complica quando paiono spuntare dei vuoti da riempire ad ogni costo, vedi la coda del disco con i suoi momenti più sterili, come “The Boys Who Died In Their Sleep”, allestita dallo stesso Ellison nelle vesti di Captain Murphy, e l’inconcludente giochino di ombre in scia vagamente lounge di “Obligatory Cadence”.
Menzione differente meritano al contrario le sopracitate due tracce di stampo propriamente hip-hop. Nella prima, “Never Me Catch Me”, l’unione tra l’inquietudine ritmica di Ellison e la poetica dell’ispiratissimo Kendrick Lamar trovano il giusto compromesso. Il rapper di Compton non le manda di certo a dire: "Analyze my demise, I say I'm super anxious/ recognize I deprive this fear and then embrace it", mentre il nostro uomo gigioneggia spezzando il ritmo quando serve e inserendo una variazione al piano in linea con l’umore vacillante del brano.
Decisamente più fruibile e oltremodo atteggiata è la successiva “Dead Man’s Tetris”, scritta dal buon Snoop Dogg con l’intento di trovare un nesso (?) tra la morte (di fatto il tema imperante del disco) e il gioco del tetris (“I was live when I met you/ now this seems to upset you/ this what the shit gon' get you: death”), con tanto di campionamento della leggendaria musichetta ad esso associato, mentre Thebe Neruda Kgositsile aka Earl Sweatshirt rilascia in maniera ufficiosa diverse baggianate in sottofondo, aggiungendo all’insieme una sana dose di irriverenza.

Tirando le somme, “You’re Dead!” è un disco tanto curato, quanto imprevedibile nelle sue singole ripartizioni. Ciò nonostante, manca la genialità intravista nelle due opere che lo precedono. Insomma, il talentuoso e osannato FlyLo ha curato molto dettagli e sfumature, perdendo talvolta di vista l’istinto e la sostanza. Un disco che riempirà i cuori dei suoi più accaniti sostenitori, ma che ci consegna un musicista nel complesso meno disinvolto, di certo più stakanovista. E' un Ellison ovviamente maturo, ma con qualche ombra di troppo non propriamente degna del suo enorme potenziale.

(25/10/2014)

  • Tracklist

1. Theme
2. Tesla (feat. Herbie Hancock)
3. Cold Dead
4. Fkn Dead
5. Never Catch Me (feat. Kendrick Lamar)
6. Dead Man’s Tetris (feat. Captain Murphy & Snoop Dogg)
7. Turkey Dog Coma
8. Stirring
9. Coronus, the Terminator
10. Siren Song (feat. Angel Deradoorian)
11. Turtles
12. Ready Err Not
13. Eyes Above
14. Moment of Hesitation (feat. Herbie Hancock)
15. Descent Into Madness (feat. Thundercat)
16. The Boy Who Died in Their Sleep (feat. Captain Murphy)
17. Obligatory Cadence
18. Your Potential // The Beyond (feat. Niki Randa)
19. The Protest

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