Gala Drop

II

2014 (Golf Channel Recordings, GDR) | fourth world, funk, dub

Sono passati più di cinque anni dall’eccezionale debutto omonimo dei Gala Drop, terzetto portoghese nato nel 2004 dall’incontro di due amici, Nelson Gomes e Tiago Miranda, a cui si è poi aggiunto il percussionista Afonso Simões. Consacrati fin da subito a portentoso fenomeno di quella che il visionario Jon Hassell battezzò negli anni 80 “Fourth world music”, i Gala Drop hanno sfornato nel 2010 l’interessante Ep “Overcoat Heat” e condiviso esperienze con numerosi artisti che ne hanno affinato, laddove possibile, l’attitudine sperimentale con dosi di elettronica e funk combinate ad arte alla psichedelia. Proprio il loro lato lisergico era stato nobilitato due anni fa dalla Telecaster Custom di Ben Chasny, alias Six Organs Of Admittance, compagno d'avventure nel breve quanto intenso trip di “Broda”.

Nel frattempo, Miranda ha salutato la formazione, presto rimpolpata dal bassista Rui Dâmaso e dal vocalist Jerry “The Cat”, quest'ultimo già in sala di registrazione con i Parliament di George Clinton, Moodymann e Derrick May. “II” è il prodotto di una sensibile virata verso un ascolto decisamente più fruibile. Ne sono una prova l’attacco di “You And I”, di quelli che entrano in circolo all’istante, costruito su un efficacissimo intreccio di sintetizzatori e basso elettrico dubbato, e gli echi non troppo distanti del primissimo Santana, che affiorano nella fusion di “Big City” e nell’humus kosmische di “Sun Gun”.

Le molteplici influenze che scuotono la creatività di Gomes e soci si percepiscono una ad una, dalle evoluzioni prog dei nostrani Perigeo (quelli di "Genealogia") all’avant-rock bucolico e sognante degli Animal Collective, passando per il synth-pop della scena d’oltralpe, l’easy-listening d’essai del grande Piero Umiliani e la musica brasiliana (“Jorge Ben su tutti”, come più volte hanno tenuto a specificare).

Sentori ipnagogici abbelliscono, invece, le morbide sonorità di “Monad” e il fumoso dub di “All Things”. Si continua con l’ennesima perla “Slow House”, sospesa tra suggestioni boreali e fiammate d’organo funkadelico, e con gli spasmi tribali della febbrile “Let It Go”, per poi chiudere con la summa “Samba Da Maconha”: un amalgama magistrale di tutte le correnti musicali presenti in un album che, per certi versi, non è sbagliato definire “enciclopedico”.

(16/12/2014)



  • Tracklist
  1. You And I
  2. Big City
  3. Sun Gun
  4. Monad
  5. All Things
  6. Slow House
  7. Let It Go
  8. Samba Da Maconha
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