Won James Won

Red Wedming

2014 (R.a.i.g.) | electro-dada, experimental

“L’idea di partenza è quella della psico-violenza, che può essere anche più distruttiva della violenza fisica. Poi mi è venuta in mente questa strana parola, "wedming", che è molto simile a “witching” [“affascinante”, “magico”, “capace di stregare”, ndr] e che, naturalmente, allude al famigerato massacro di "Game Of Thrones". Abbiamo, quindi, scritto alcuni brani più o meno strutturati e un certo numero di disorientanti, oniriche vignette musicali, registrando, per la prima volta dopo anni, alcune percussioni dal vivo. Tutto il disco è attraversato da un certo feeling da film horror di serie B (penso a quelli degli anni Ottanta). In definitiva, questa è la nostra ode “cartoonesca” al terrore occulto”. 

Così, in una chiacchierata alla buona, Tikhon “Hee-Haw” Kubov mi spiegava nei giorni scorsi le ragioni e gli umori che si nascondono dietro questo ennesimo, labirintico lavoro del progetto Won James Won, ormai da qualche anno condiviso con il solo Danila “Muscular” Smirnov.
Laddove il precedente “Voinja Vezumija” tentava la carta, non sempre convincente, di un “dramaturgic magna-opus”, proponendo, per citare quello che scrissi appena un anno fa in sede di recensione, “una versione più raffinata e per certi versi ambiziosa del loro art-rock”, “Red Wedming”, pur continuando a lavorare intorno all’idea di una canzone-electro dai connotati postmoderni (l’iniziale “Black Aurora Over Us”, il singolo “Red Ded”, le stroboscopie multiformi di “Its Petals Are Twelve Dog Tongues”) che in qualche caso non disdegna l’amplificazione epica (“Dodabed! In Roseland”), rigenera un punto di fuga piuttosto significativo verso le anarchiche composizioni dell’esordio “Tol’s Toy”, gettando sul tavolo una manciata di brani in cui ogni confine stilistico e di genere si disgrega irrimediabilmente.

Ecco, quindi, le sfasature allucinatorie di “Necromoms” (per voci deformate e pianismo dissociato), l’ostinato per organo elettrico, in mezzo a un delirio di agonie, di “Intellecto Prohibito”, i laser dadaisti di “Doom Container”, le sfasature “orgasmiche” di “Alchemical Castration” e il montaggio delle attrazioni puro e semplice di “Opium Dan”. Possibili sviluppi per il futuro potrebbero, invece, giungere dalle minacciose collisioni con il doom di “DOS Golgotha” e dalle esagitate scariche black metal che fanno capolino in “Aftedafe v Rechniche”.
Quando, poi, il minutaggio diventa più consistente, si ascoltano vere e proprie sceneggiature musicali (“City Memory Reset (Suttee)”). Curioso, infine, l’omaggio a Gianni Rodari di “La gondola orgasma”, con l’italiano improbabile di Tikhon a strapparci anche un sorriso, prima che la chiusa sinfonica di “Sviridiana” ci chiuda in un angolo, in preda al gelido splendore della malinconia.

(20/05/2014)

  • Tracklist
  1. Black Aurora Over Us
  2. House Witch
  3. Dodabed! In Roseland
  4. Necromoms
  5. Intellecto Prohibito
  6. City Memory Reset (Suttee)
  7. Red Ded
  8. Doom Container
  9. Its Petals Are Twelve Dog Tongues
  10. SUCK ME I'm Dying)))
  11. DOS Golgotha
  12. Alchemical Castration
  13. Aftedafe v Rechnike
  14. La gondola orgasma
  15. Der Hilflose Sadist
  16. Opium Dan
  17. Sviridiana
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