Evan Caminiti

Meridian

2015 (Thrill Jockey) | dark space-ambient, elettronica

L’ultimo “Coiling” aveva rappresentato il primo, decisivo passo verso una dark-ambient profondamente influenzata dalla space-music e dai percorsi devianti di certa elettronica più recente (Demdike Stare, Haxan Cloak). Il compito di confermare il nuovo corso è affidato a questo “Meridian”, un disco che ha impegnato Evan Caminiti per ben due anni e le cui tracce sono tutte costruite sul connubio/scontro tra oscurità latente e magnetica fisicità.

I risultati mostrano un livello di ispirazione sicuramente più alto e incrociano drone-music e misteriose perlustrazioni di synth modulare (“Curtains”), lavorano su texture e universi palpitanti che rappresentano la mimesi di un’anima alla costante ricerca di suoni capaci di suggerirne l’inquietudine (“Collapse”, “Arc”), finendo, quindi, per trasferire le desertiche visioni dei precedenti lavori su un piano eminentemente cosmico, in cui assume ancora più importanza la sensazione (suggerita anche dalla contrapposizione tra i cupi rombi delle sonorità basse e le dilatazioni delle frequenze più alte – esemplare, in tal senso, “Stream”) di essere dispersi in uno spazio senza fine.

In “Wire”, questo esercizio di alterazione dimensionale assume connotazioni sinfoniche, in “Signal” il suono delle galassie è quello della progressive-electronic di matrice 70's, mentre “Excelsior” fa leva sull’evocazione dell’ambiguo, lasciando che i suoni rimbombino e volteggino in un vento siderale che olezza di maleficio. In coda, “Mercury” è una ricognizione spazio-temporale caratterizzata da una pulsazione ritmica più accentuata.
Fatti due conti, questo è, per il momento, il lavoro migliore della carriera solista del musicista californiano.

(10/10/2015)

  • Tracklist
  1. Overtaken
  2. Curtains
  3. Collapse
  4. Arc
  5. Steam
  6. Wire
  7. Excelsior
  8. Signal
  9. Mercury

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