Filiamotsa

Like It Is

2015 (Aagoo Records) | psych-noise

La band di Nancy nasce nel 2007 attorno all’asse portante composta dal duo Émilie Weber (violino e voce) e Anthony Laguerre (batteria) ma nel corso degli anni assumerà diverse forme, dal quintetto con nome “dilatato” in Filiamotsa Soufflant Rhodes, padre del gioiello omonimo del 2012, passando per il terzetto che vede la collaborazione di Philippe Orivel a violino e tastiere, fino al nuovo album, che trova la partecipazione di tutti i musicisti che si sono dedicati al progetto in passato.
“Like It Is”, appunto, non snatura affatto lo spirito noise e psych-rock della formazione francese (nonostante i brani siano in inglese) anzi, con l’aggiunta del leggendario cantante e leader degli olandesi The Ex, attivi dagli anni Ottanta fino ad oggi e autori di un paio di capolavori come “Scrabbling At The Look” e “Moa Anbessa”, ne arricchisce il sound con una vena di post/art-punk e sperimentazione che ci riporta a leggende passate come Pere Ubu o Einsturzende Neubauten. Le similitudini con la band berlinese non si limitano alla complessità della musica, ma saranno evidenziate anche dallo stile e dalla timbrica del vocalist, molto vicini a quelli del grande Blixa Bargeld. In questo “Like It Is” è proprio l’aspetto vocale uno dei punti di forza inaspettati, col suo cantato che sfiora lo spoken word e intona litanie taglienti come prediche in una liturgia satanica, tanto che riesce anche a riportare alla mente un altro maestro, un poeta del genere, il cuore indiscusso dei londinesi Current 93, David Tibet.

Nell’opening track (“The Little Shop”) tutte queste reminiscenze vengono ottimamente messe in luce dando risalto in maniera eccelsa anche al resto dell’orchestra, in un tripudio infernale di corde, distorte e melodiche, con una sezione ritmica eccellente. Un brano che mostra i due volti della band transalpina, sottolineando la carica e la potenza che lentamente vedremo trasformarsi, nel corso dell’ascolto, in inquietudine e rassegnazione, come il sopraggiungere della fine di chi dapprima ha provato a lottare.
Il crescendo di afflizione, che poi nient’altro è che un attenuarsi della tensione emotiva dei brani, inizia a manifestarsi già con “Madsummer Midness”, ma è con i controtempi math di “The Bus Is Late Again” che tutto diventa cosciente. Il sound è morboso, la voce sembra imprecare e supplicare proprio alla maniera del succitato Tibet, le ritmiche poderose diventano sempre più sofferenti e il resto dell’orchestra confeziona un mix letale per la nostra stabilità mentale. I secondi di quasi silenzio che aprono “Sleepy Tigers” sono l’ufficiale ingresso dell’opera in quei territori dimessi prima accennati. Un’introduzione che avrebbe potuto ricordare gli Swans, se fosse andata ben oltre i due minuti e mezzo e avesse aumentato le basse frequenze, e che invece è semplicemente la porta dell’inferno, proprio per la sua apparente e conturbante serenità. Le ossessioni stile-Gira si ripropongono con “Blab/Blub”, prima di tornare ad echi di quiete, qui portati a un livello esasperato, con “Maybe” e quindi chiudere il tutto con il boato di “Song”, l’ultimo soffio vitale d’un’anima disturbata. Spoken word estremo, musica orchestrale appena accennata in crescendo, vibrazioni basse e un finale improvviso, proprio quando tutto sembrava prendere una piega eterea.

Il nuovo lavoro dei Filiamotsa è l’opera perfetta per chi sa scovare la bellezza anche nel patimento e nella paura. Un disco forgiato su solide basi strumentali, che sfrutta una voce perfetta per evocare le sensazioni emotive e corporee che sono il proprio obiettivo, che trova nella chitarra di Olivier Mellano quel qualcosa capace di aumentarne la personalità e che sa cogliere nei maestri del passato quelle esclusività adatte e funzionali, senza mai scadere tanto nel convenzionalismo quanto nella mera e pleonastica parodia. Senza ombra di dubbio, “Like It Is” va nell’olimpo delle opere del genere ascoltate in questo 2015 e ufficializza la grandezza della band francese. Amen.

(25/09/2015)

  • Tracklist
  1. The Little Shop
  2. Madsummer Midness
  3. The Bus Is Late Again
  4. Sleepy Tigers
  5. Blab/Blub
  6. Maybe
  7. Song
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