Here We Go Magic

Be Small

2015 (Secretly Canadian) | alt-pop

Accantonata la breve esperienza solista, Luke Temple rimette in piedi con Michael Bloch la raffinata fabbrica di pop-folk-barocco Here We Go Magic, indugiando sulle coordinate creative del precedente album del 2012 “A Different Ship”, che vantava la prestigiosa produzione di Nigel Godrich.
Il mix elettroacustico della band americana è come una spugna: country, soul, elettronica e perfino kraut-rock fanno capolino nelle trame di un pop che definire alternative risulta in parte fuorviante.

Le intenzioni dei Here We Go Magic sono chiare, ovvero ridefinire i contorni di quel mondo di mezzo che, pur flirtando con il linguaggio della canzone, mette in gioco elementi sonori più colti. Non è un caso che il gruppo citi continuamente “Wrong Way Up” di Brian Eno e John Cale come l’archetipo creativo della loro ricerca musicale.
Temple e Bloch amano confondere continuamente l’ascoltatore, riversando su di egli una serie di citazioni stilistiche che sembrano a volte fuori luogo o eccessive, come quando mescolano country e kraut-rock in “Falling” o armeggiano con il soul e il glam in “Girls In The Early Morning”, dove da un momento all’altro t’aspetti che sbuchi la voce di Bryan Ferry o la chitarra di Phil Manzanera. Il synth-pop di “Stella“ e la lettura più soul di “Be Small” mettono pericolosamente insieme Hall & Oates e Brian Eno, rispolverando gloriosi e incoscienti ibridazioni sonore, che oggi vengono spesso citate dagli storici cultori del glitch-pop.

Ma al di là delle piacevoli incongruenze stilistiche, “Be Small” è un album ricco di delizie, come “Tokyo London Us Korea” che mette in scena la contaminazione tecnologia-vs-umanità che i Tame Impala hanno celebrato in “Currents”, o la briosa “Candy Apple” dove il gruppo ci svela cosa avrebbero suonato i Can se fossero nati nel nuovo millennio.
La sequenza finale di “Be Small” non tradisce le premesse e le attese, indugiando in atmosfere meno solari e più crepuscolari, come nella splendida parentesi quasi acustica di “Ordinary Feeling” o nel dream-pop di “News”, che ospita un originale e intrigante assolo chitarristico tra funky-soul e psichedela.

Nonostante la loro musica appaia semplice e accattivante, gli Here We Go Magic fanno incredibilmente sul serio. Se siete alla ricerca di un album pop intelligente e raffinato, avete trovato pane per i vostri denti.

(28/11/2015)



  • Tracklist
  1. Intro
  2. Stella
  3. Be Small
  4. Falling
  5. Candy Apple
  6. Girls in the Early Morning
  7. Tokyo London US Korea
  8. Wishing Well
  9. Ordinary Feeling
  10. News
  11. Dancing World






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Recensioni

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A Different Ship

(2012 - Secretly Canadian)
Un suadente electro country folk per il quarto lavoro dei newyorkesi prodotto da Nigel Godrich

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