Jesse Manley

Winter

2015 (self released) | chamber-folk, songwriter

L’esile incanto di un cristallo di neve. “White crystalline/ Diamonds and snow/ Fragile and thin”. Si annuncia così l’inverno, con la fragilità di un ricamo trasparente, e nel tempo di un respiro ha già avvolto ogni cosa. Canta l’inverno, Jesse Manley, per cantare il tempo della lontananza. La lunga attesa che cova sotto la neve, il freddo che cerca di ghermire il cuore, la finestra illuminata che segna la strada di casa.
Ancora una volta, come per il precedente “A Gothic Folktale”, è dalla collaborazione con la compagnia di danza Wonderbound di Garrett Ammon che è nato il nuovo disco del songwriter di Denver. Con lo scopo di dare vita a uno spettacolo dedicato appunto alla stagione invernale e alla sua percezione attraverso i cinque sensi, grazie a un connubio di coreografie, immagini, profumi, degustazioni e – ovviamente – musica.
Ancora una volta, è un romanzo improntato al realismo magico a ispirare la rappresentazione. In questo caso si tratta di “Touch” dello scrittore canadese Alexi Zentner, una saga familiare ambientata in un angolo remoto delle terre del Nord, a cavallo tra la corsa all’oro e la Grande Guerra. Una storia in cui nessuno può sfuggire al proprio destino e dove i boschi sono popolati di ombre, fantasmi e creature leggendarie.

Per dare voce al racconto, Manley sceglie di accentuare le coloriture chamber-folk delle sue canzoni, chiamando in causa tanto lo spirito teatrale dei Decemberists quanto l’artigianato folk dei Buster Blue. Lo rivela subita l’ouverture che introduce “The Gorge”, con il clarinetto a disegnare la melodia tra gli accordi solenni della chitarra e il pizzicato del violino in perfetto stile Andrew Bird.
“Ho passato un sacco di ore a ricercare e imparare nuovi stili e tecniche musicali mentre lavoravo con Garrett all’idea dello spettacolo”, racconta Manley. “Adoro il processo di investigazione, la fase di scrittura, sviluppare il concept, arrangiare la musica e suonare a fianco di ballerini e musicisti così pieni di talento – ma quello che amo di più è il processo di apprendimento personale e di crescita come artista”.

“Winter” mostra così tutta la passione di Manley per l’eredità musicale degli anni Venti e Trenta, dall’aura appalachiana del banjo di “Designed Chance” e “The Hunt” fino al librarsi a passo di ragtime di “The One And Only Cure”. “Penso che la vera rivoluzione musicale dell’era moderna siano state le creazioni jazz e blues di quel periodo”, spiega. E alle sue parole fanno subito eco i cambi di ritmo di “Under The Fallen Snow”, che parte svelta come un’orchestrina swing, sostenuta dal violino gitano di Emily Rose Lewis, per poi trasformarsi in una ballata dall’atmosfera fumosa, di quelle che piacerebbero a David Simard.
“Mi sono concentrato sugli aspetti fisiologici della reazione del corpo al freddo, sui cambiamenti attraverso le varie fasi dell’ipotermia”, prosegue il songwriter americano. “Mi affascina comprendere la complessità dei meccanismi di sopravvivenza del nostro corpo e il modo in cui si rivelano”.

Su un arpeggio inquieto punteggiato di pianoforte, ecco allora “The Luminous Curtain” tratteggiare la sensazione del freddo che punge la pelle alla caduta dei primi fiocchi di neve. “Beauty is the snow, beauty is the freeze/ One thing that I know, it’ll be the death of me”. La bellezza della realtà e il mistero di un fato incombente. L’inverno è questo, per Manley: una grande metafora della condizione umana. Il soffio del vento che spazza via le illusioni, la coltre bianca sotto cui forse si nasconde la chiave di tutto. “What you seek under the fallen snow/ It’s a latch and key, a Devil’s do si dos”, mormora enfatizzando ogni sillaba con il suo timbro nasale sulle note di “Under The Fallen Snow”.
E noi, sperduti nella tormenta, ad affrontare il viaggio aggrappati all’unico spiraglio di luce nell’oscurità, al riverbero della lanterna lasciata accesa per farci ritrovare la via: “When the hands of Winter brush across your face/ Keep a lantern burning as to find your own way”.

(26/11/2015)

  • Tracklist
  1. The Gorge
  2. Designed Chance
  3. Luminous Curtain
  4. Under The Fallen Snow
  5. The Hunt
  6. The One And Only Cure
  7. Wave Of Passion
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