Luigi Archetti

Null I-VII

2015 (Die Schachtel) | electroacoustic

Lo svizzero Luigi Archetti (benché nato a Brescia sessant'anni fa) è uno dei musicisti più rispettati nella propria area di appartenenza a livello internazionale. Difficilmente inquadrabile in una determinata scena, si potrebbe comunque definire uno scultore del suono, che lavora principalmente su manipolazioni di sorgenti sonore e di strumenti (elettrici e acustici), dove l'aspetto melodico è ridotto ai minimi ternimi, focalizzando invece l'attenzione su ogni singolo evento sonoro.

Archetti non è certo stato il primo a cimentarsi in questo tipo di arte musicale, ma è oggi uno degli autori più personali tra i nuovi alfieri delle nuove frontiere sonore. Questo mastodontico box-set di ben sette cd (di cui tre doppi e uno singolo) raccoglie in quasi otto ore ininterrotte di musica ben 75 brani senza titolo, che vanno a costituire la serie completa dei Null (iniziata nel 2009 e terminata quest'anno con il settimo capitolo).

In questa immensa scorpacciata di musica elettroacustica si passa senza ordine di continuità da della quieta musica microtonale a dei "mixed-media" degni di David Tudor, dallo spirito "Fluxus" di Walter Marchetti a una cupa dark ambient, fino a lambire la musica cosmica dei primi Cluster e ad approdare a dei suggestivi "soundscape".
Certo, va detto che tra i settantacinque brani ce ne sono alcuni che ripetono se stessi, ma lo scopo di opere come questa è quello di essere fruita (in teoria) senza interruzione, in modo da percepirne in pieno l'essenza.

Senz'altro non si tratta di un ascolto facile o adatto a tutti, ma "Null I-VI" rimane un'opera unica nel suo genere, che riesce a catturare la nostra attenzione. In quanto a lunghezza e monoliticità, supera addirittura la versione completa di "Hymnen" (1967-1969) di Stockhausen.
Infine, il titolo stesso della composizione parla chiaro: "Null" sta per "zero o nulla", ma qui inteso come pausa anticipatoria per un imminente evento sonoro successivo.

Tra le nuovissime uscite della Die Schachtel, si segnala l'eclettico terzo album del flautista catanese Manuel Zurria, "Landscape With Tears", che conferma il musicista siciliano come un plausibile erede del grande Severino Gazzelloni (nel disco si spazia, con molto gusto e senso della misura, da sentiti omaggi alla musica rinascimentale inglese di John Dowland a ottime esecuzioni di brani contemporanei di Gyorgy Kurtag, Mary Jane Leach, Gavin Bryars, Howard Skempton e Juste Janulyte).
Va inoltre ricordato che Zurria fa parte del collettivo Alter Ego, spesso al fianco di Nicola Sani e di altri illustri compositori.

(12/06/2015)

  • Tracklist
Cd1: Null

  1. 1
  2. 2
  3. 3
  4. 4
  5. 5
  6. 6
  7. 7
  8. 8
  9. 9
  10. 10
  11. 11
  12. 12
  13. 13

Cd 2: Null II

  1. 14
  2. 15
  3. 16
  4. 17
  5. 18
  6. 19
  7. 20
  8. 21
  9. 22
  10. 23

Cd 3: Null III

  1. 24
  2. 25
  3. 26
  4. 27
  5. 28
  6. 29
  7. 30
  8. 31
  9. 32
  10. 33

Cd 4: Null IV

  1. 34
  2. 35
  3. 36
  4. 37
  5. 38
  6. 39
  7. 40
  8. 41
  9. 42

Cd 5: Null V

  1. 43
  2. 44
  3. 45
  4. 46
  5. 47
  6. 48
  7. 49
  8. 50
  9. 51
  10. 52
  11. 53

Cd 6: Null VI

  1. 54
  2. 55
  3. 56
  4. 57
  5. 58
  6. 59
  7. 60
  8. 61
  9. 62
  10. 63
  11. 64

Cd 7: Null VII

  1. 65
  2. 66
  3. 67
  4. 68
  5. 69
  6. 70
  7. 71
  8. 72
  9. 73
  10. 74
  11. 75
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