Promised Land Sound

For Use And Delight

2015 (Paradise Of Bachelors) | psych-folk-rock

Continua l’escavazione della Paradise Of Bachelors nel panorama attuale statunitense, un’operazione di reclutamento che sa trasformare, nel bene e nel male, i nomi che continuano ad affollare il roster dell’etichetta. In questo caso emerge dal nome anche il riferimento religioso (nonostante sia preso da una session di Chuck Berry, il legame rimane), più un segno di radicamento nella “terra promessa” che si trasformava nell’America vergine, anche per gli afro-americani ancora schiavi, che vedevano magari davanti a sé un destino diverso.
Riferimenti cristiani espliciti presenti anche nei testi e nella musica in generale di Hiss Golden Messenger, ma non è qui che si fermano le affinità con le proposte dell’etichetta americana, ovviamente.

E, ad ascoltare il precedente esordio omonimo, “For Use And Delight” rappresenta un affinamento del sound e dell’espressività dei Promised Land Sound quasi insospettabile, pur nella carica roots-rock di quel primo disco. Qui le svisate di Farfisa, gli incalzanti riff “puntinati” (“Through The Seasons”) sembrano arrivare come attraverso una membrana, una patina, la voce del frontman Joe Scala domata in un accennato ed evocativo snarl Dylan-iano (l’outlaw country di “Better Company”).
Si compongono così i paesaggi riconoscibili dell’America rurale, illuminati da una luce trasfigurante, come iconografica nel dipingere scene pastorali. Nella strumentale “Dialogue” compare Steve Gunn, ma anche William Tyler partecipa alla produzione e alla registrazione del disco: ed è così, per inciso, che la Paradise Of Bachelors riesce a dare una sua impronta, in positivo, alle sue pubblicazioni. Un bagliore che diventa estetizzante nel colorare di epico romanticismo il suggestivo lento di “She Takes Me There”.
Diventano così misurati anche brani corali in pieno spirito seventies come “Otherworldly Pleasures”, in cui la band sa dosare la sua carica innata, e l’attitudine garage della Byrds-iana “Golden Child”, sommersa da un sinuoso e conturbante snodarsi di chitarre, tra wah-wah e un improvviso intermezzo kraut.

La Paradise Of Bachelors trova insomma nella band (ormai un crocicchio di musicisti della scena di Nashville, coagulato intorno al trio chitarra-basso-batteria formato da Joe/Evan Scala e Sean Thompson) una proposta di personalità, in un mondo, quello dell’Americana contemporaneo, popolato di pallidi, ignavi revivalisti. Una personalità non basata su effimere scelte nelle sonorità e nella produzione, ma più solidamente su una scrittura cangiante ed evocativa, a formare un nuovo grande affresco americano.

(20/10/2015)



  • Tracklist
  1. Push and Pull (All the Time)
  2. She Takes Me There
  3. Otherworldly Pleasures
  4. Through the Seasons
  5. Dialogue
  6. Oppression
  7. Golden Child
  8. Canfield Drive
  9. Better Company
  10. Northern Country Scene
  11. Within Sight
Promised Land Sound on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.