Giulio Aldinucci

Goccia

2016 (Home Normal) | ambient, field recording

Il 2016 di Giulio Aldinucci era già iniziato con la collaborazione con Francesco Giannico nel piccolo gioiello per field recording di "Agoraphonia". Nella seconda metà dell'anno è la volta del nuovo "Goccia", Lp che prosegue il percorso dell'autore nell'elettronica contemporanea iniziato con i precedenti "Tarsia" (2012), "Aer" (2014) e "Spazio Sacro" (2015).

Giulio Aldinucci è ormai un maestro dei loop sintetici, della ricerca di timbri elettronici fluidi ed eterei, di note cariche di suggestione che si abbattono sull'ascoltatore come vento sulla pelle. Stavolta le registrazioni ambientali sono meno presenti e sono la ricerca timbrica e l'elettronica a prendere il sopravvento. "Goccia" incede con un'energia e un vigore nuovi rispetto alla precedente discografia di Aldinucci, non tralasciando un certo senso di magico e di inafferrabile; le imponenti cattedrali sonore ricreate non riempiono gli ambienti come dovrebbe fare la musica ambient, non ne carpiscono la musica come il precedente "Agoraphonia", ma sembrano sovrastarli per spazzarli via. 

Colpisce l'imponenza dell'iniziale "The Rule Of Forgetting" - monolitica citazione della poetica del compositore Rafael Anton Irisarri - arricchita da stratificazioni vocali che ne aumentano la solennità. Le registrazioni di "Los Ojos De" rimandano alla musica industrial e sono il migliore esempio di una tensione che sfiora l'orrore, costruita nota dopo nota, rumore dopo rumore.

La voce diventa prioritaria in "Rondine", colonna sonora di ignoti rituali; "Apart" è un flusso dilatato che coniuga perfettamente registrazioni ambientali ed elettronica. "Candles (Tuscany, Spring)" chiude con maggiore serenità lasciandosi dietro le precedenti asperità; la campagna toscana, terra madre di Aldinucci, è il luogo sicuro del ritorno a casa.

(17/01/2017)



  • Tracklist
  1. The Rule Of Forgetting
  2. Immobile, blu
  3. Los Ojos De
  4. Rondine
  5. Apart
  6. Candles (Tuscany, Spring)
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