Fire!

She Sleeps, She Sleeps

2016 (Rune Grammofon) | experimental, free-jazz

E’ giunto il momento di prendere atto che la musica degli svedesi Fire! non si allinea ai canoni e ai cliché del jazz, da cui prende in prestito solo l’accezione free e le succedanee contaminazioni stilistiche che essa comporta.
Johan Berthling, Andreas Werliin e Mats Gustafsson si muovono da sempre all’interno del free-jazz come teologi in cerca di una nuova dimensione spirituale, ma la padronanza delle strutture architettoniche non si traduce in un lezioso esercizio tecnico. Anzi, Mats Gustafsson non sembra preoccuparsi delle inevitabili critiche di défaillance creativa che giungono puntuali sulle riviste di settore.

Il nuovo progetto dei Fire! si allontana in parte dal caos sonoro che ha caratterizzato gli album precedenti, concentrandosi su ipnotiche sequenze ritmiche e melodiche, che evocano i percorsi sonori di Pharoah Sanders, in particolare nella title track, dove la band adagia stridori metallici e dolorose note di sax sopra un tessuto ritmico vellutato, dando vita a una sensualità finora inedita per il trio svedese.
Resta costante quella tensione che scaturisce dal continuo controllo emotivo e dall’improvviso fluire degli elementi lirici, una peculiarità sonora che qui viene riproposta in “She Bid A Meaningless Farewell”; altrove la sensazione prevalente è quella di uno stato catartico, quasi estatico, che sembra scaturire dalla continua presenza della figura femminile nei titoli delle quattro tracce.

“She Sleeps She Sleeps” è però in parte un passo indietro per i Fire!. La scelta di penetrare in ambiti psichedelici e dark non è del tutto a fuoco, l’andamento volutamente monocorde alimenta qualche dubbio sulla natura leggermente speculativa dell’album, che concentra le migliori intuizioni nell’iniziale “She Owned His Voice”, un brano che Mats Gustafsson e compagni trascinano abilmente in meandri doom che possono far pensare ai Sunn O))).
I limiti di questo nuovo capitolo dei Fire! sono più evidenti nella conclusiva “She Penetrates The Distant Silence, Slowly”: il crescendo emotivo, sottolineato abilmente dal contrabbasso di Johan Berthling, non trova la vitalità necessaria per sfuggire a una leggera prevedibilità, neppure il susseguirsi di note, ora più soavi ora più acide, affidate al sax di Mats Gustafsson, riesce a sollevare il tutto da una flebile narcosi lirica.

L’eccessiva diversificazione creativa, nonché le numerose protesi progettuali messe in atto dai tre musicisti svedesi (Fire! Orchestra, Time Is A Mountain, Wildbirds & Peacedrums) hanno in parte diluito la forza innovativa del gruppo e, nonostante il suo inevitabile fascino, “She Sleeps She Sleeps” alterna fasi eccitanti e leggere cadute di tensione. Un album di cui resta difficile innamorarsi fino in fondo.

(05/05/2016)



  • Tracklist
  1. She Owned His Voice
  2. She Sleeps She Sleeps
  3. She Bid A Meaningless Farewell
  4. She Penetrates The Distant Silence,Slowly


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