Canadians

Mitch

2018 (Bello Records) | indie-pop

Gli anni 90, i Weezer, gli Ash, le college-radio americane, il tempo che pare essersi fermato a quello che fu il loro momentaneo stop, avvenuto nel 2011. Ridimensionati da cinque a tre elementi, ritornano più snelli che mai i Canadians, con Duccio Simbeni – voce, chitarra e principale autore - affiancato da Massimo Fiorio e Christian Corso, responsabili della sezione ritmica, più Andrea Sologni che aggiunge qualche synth.

Tutto molto orecchiabile, decisamente radio friendly, sia quando ci si affida a frangenti acustici (“To The End”, la conclusiva “Epiphany Day”), sia quando si decide di spingere con forza sul versante elettrico (“What I Could Be And I’m Not”, “In My Dreams”). Le tracce migliori arrivano a metà tracklist, quando l’indie-pop di “Sometimes” e “Dying For You” illuminano il dischetto con quelle melodie senz’altro spensierate, ma che non riescono a celare il velo di malinconia che permane evidente sotto la superficie.

C’è poi il passo più maturo di “Something Broken”, pronta a fornire interessanti congetture sul futuro dei Canadians. I veneti ci hanno messo del tempo per approdare al terzo album, ma oggi non hanno certo più intenzione di mollare la presa, pronti a fronteggiare l’ondata imperante di it-pop a colpi di chitarre, per difendere con le unghie uno degli ultimi avamposti degli anni 90 di casa nostra.
“Mitch” costituisce a tutti gli effetti un secondo esordio, una piacevole ripartenza, che ci arriva fra le mani non a caso a inizio estate, con l’intento di conquistarsi il ruolo di colonna sonora per rinfrescare il pubblico dall’afa di questi mesi. Missione riuscita, nonostante tutte le nostalgie e gli inevitabili passatismi del caso.

(23/08/2018)

  • Tracklist
  1. What i Could Be And I’m Not
  2. To The End
  3. Girl From Outer Space
  4. It’s Gone
  5. Sometimes
  6. Dying For You
  7. Something Broken
  8. Jennifer Parker
  9. Charlie The Goose
  10. In My Dreams
  11. Epiphany Day
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