Rig8

Fintascienza

2018 (CNI) | rock demenziale

Versatile cantautore torinese, con un curriculum interessante che lo vede anche membro attivo della Freak-Out Band, Paolo Rigotto - o semplicemente Rig8 - torna a distanza da due anni dall'ultimo "Meno infinito" con un altro concept-album in cui racchiude lo stesso sarcasmo apprezzabile nel resto della sua discografia.
Questa volta Rig8 decide di vestire gli abiti di un volontario sperimentale che nel 2039 decide di essere ibernato per poi essere scongelato nel futuro, in un 2106 che vede un mondo ormai completamente cambiato. Macchine e uomini lavorano in simbiosi per una Terra che sembra solo apparentemente in pace, dove la mera esistenza ha sostituito la vita. Tutto appare perfetto e calcolato, ogni cosa sembrerebbe al suo posto; eppure manca qualcosa, e la scienza scopre i suoi limiti. Lo capiamo sin da subito dai suoni sperimentali e dalle parole in libertà che danno l'abbrivio a "Backup", il risveglio dell'uomo ibernato che assume le sembianze di un big bang informatico.

Uno dei punti di forza di "Fintascienza" è indubbiamente rappresentato dalla riuscita omeostasi tra sperimentazione e cantautorato, perché nel mezzo di interludi più free rimane sempre in prima linea la canzone, quella rigorosamente all'italiana, con ritornelli tutti da cantare. È questo il caso di "2106", non a caso scelta come singolo di lancio, divertissement in chiave pop che ben enuncia quali siano i temi del disco.
Nonostante il sorriso, l'album offre anche risvolti estremamente seri, riflessi di un mondo in cui "c'è spazio solo per la tecnica" ("Non scherziamo") e in cui manca persino la condizione tanto terribile quanto umana de "La depressione" (apprezzabile il duetto con Maria Messina). Un mondo in cui "la terra si spopola/ ma i software si aggiornano", come proclama Rig8 con voce robotica nel miminal-synth-pop di "Dei".

Se nella semi-strumentale title track il punto di riferimento è invece quello di un progressive-rock con qualche divagazione metal, come è anche il caso delle diverse sezioni della mini-suite di "Ammutinamento", nella traccia finale "Gli anni Venti" si ritorna alla calma con una ballata pianistica in cui c'è tutto il rimorso di una generazione che si è spinta oltre ("abbiamo fatto un gran casino/ incasinandovi il destino").

(28/05/2018)



  • Tracklist
  1. Backup
  2. 2106
  3. All'inferno
  4. Dei
  5. Vecchio continente
  6. Fintascienza
  7. Non scherziamo
  8. La depressione
  9. Ammutinamenti
  10. Gli anni Venti


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