Dieci Piccoli Italiani

Dieci Piccoli Italiani

Dieci Piccoli Italiani - N. 30

di AA.VV.

favolenereFAVOLE NERE – La metà fuori (2013, autoproduzione)
new wave – dark rock

Se amate la new wave che coniuga le tensioni tipiche del dark con gli afflati melodici del rock all’italiana, ecco il disco che può fare per voi. I Favole Nere vengono da Torino, suonano insieme da un lustro, e sono al terzo album. Al classico quartetto elettrico si aggiungono i sintetizzatori: il tutto va a supporto di un duo di voci che unisce le inquiete estensioni di Caterina Pritoni ai baritoni esistenzialistici di Silvio Oreste, al fine di evocare atmosfere epiche che, pur coi dovuti rimandi agli anni 80 dalle tinte più ombrose, non disdegnano energiche esplorazioni in un rock più ortodosso, sempre puntellato dalle tastiere e da corpose linee di basso. I brani sono dieci e la guardia rimane quasi sempre alta, e così potreste anche sorprendevi a canticchiare il “dolce veleno mi logora, dolce veleno mi consola” di “Dolce veleno”, e scoprire che di idee ce ne sono e di buone. Con un po’ più di malizia in sala d’incisione, o forse con mezzi ancor più in linea con le intenzioni, il risultato sarebbe potuto anche essere migliore. Da tenere d’occhio (Marco Bercella 7/10)


lecasedelfuturoLE CASE DEL FUTURO - Neve EP (2013, Foolica)
pop-shoegaze

È un pop-shoegaze made in Italy ma dal respiro senza dubbio internazionale, quello che propongono Le Case del Futuro. A un anno di distanza dalla pubblicazione dell’album “Lucertole”, che li ha portati a partecipare alla trasmissione Moby Dick di Radio 2 e al MiAmi Festival milanese, la band bresciana dà alle stampe per Foolica un EP breve ma senza un solo minuto sprecato. “Neve” contiene due canzoni inedite (“Come volevi vivere” e la title-track) contraddistinte tanto da testi ironici, graffianti e fuori dal comune quanto da melodie azzeccate e radio-friendly, con la giusta carica adrenalinica e una capacità non comune di elaborare influenze (i Flaming Lips, per esempio) senza scivolare nella caricatura; Nicolò Brattoli, Greg Dalla Voce e Alessio Lonati hanno inoltre aggiunto in scaletta una cover che celebra un universo sentito particolarmente vicino – “Tungsteno”, dal repertorio di quegli Scisma già omaggiati lo scorso anno con un interessante album tributo - e un remix a cura di Luca Giovanardi dei Julie’s Haircut de “L’ultima”, versione trip di un brano di “Lucertole” cui la band è molto affezionata, e che in questa veste fa intravedere nuovi sviluppi di un suono in grado di abbracciare anche psichedelia e pop elettronico (Alessandro Liccardo 7/10)


lovecats_01LOVECATS & THE SHARING TALES - 2 Cool 4 School split (2013, DiNotte Records)
folk-pop

Di Cecilia Grandi e Adele Nigro, alias Lovecats, ci eravamo già occupati qualche mese fa, in occasione dell'Ep di esordio. Il duo veronese torna a far parlare di se con “2 Cool 4 School”, split in coabitazione con The Sharing Tales, ovvero le ticinesi Nadine Carina e Veronica Selcioni, altra bella promessa nel solco del folk-pop tutto al femminile. Voci che si intrecciano, gusto per la melodia, sostanziale minimalismo: i due progetti percorrono la stessa strada, spesso con esiti simili. C'è, invero, una sorta di evoluzione nel sound delle Lovecats, laddove “Romanov” - nella quale “tornano” come ospiti i Tempelhof - mostra un piglio più irriverente e arrangiamenti più profondi. Forti di un affiatamento decennale, le Sharing Tales descrivono traiettorie magiche e dalla bellezza crepuscolare, come nel caso di “An Anxious Love Song”. Il lavoro è scaricabile sul sito della mantovana DiNotte Records (Fabio Guastalla 7/10)


jonnyblitzJONNY BLITZ – Musica per chi l’ascolta la prima volta (2013, autoproduzione)
alt-pop

Un piatto di spaghetti su una tavola apparecchiata e plettri ovunque: questa l’immagine che ci introduce al mondo musicale dei romani Jonny Blitz. “Musica per chi l’ascolta la prima volta” è il loro esordio, orecchiabile e coinvolgente. Difficile non farsi contagiare dalla freschezza di “Perlomeno”, o non apprezzare gli sviluppi di “Tzunami”, ma tutte le nove tracce si caratterizzano per buone idee, spunti intelligenti e perizia tecnica. Ma soprattutto si caratterizzano per un approccio cantautorale che sa strizzare l’occhiolino alla scena indie rock (con qualche energetica schitarrata), ma senza mai lasciarsi trascinare in quella seriosità che troppo spesso mina la credibilità di tante band, anche di quelle internazionalmente più apprezzate. Questo è un disco che profuma di sincerità e cose semplici, composto da racconti incentrati su situazioni normali e persone comuni: ognuno di voi potrebbe riconoscersi in uno dei personaggi che popolano i racconti dei Jonny Blitz. Segnatevi questo nome: ne sentirete riparlare presto (Claudio Lancia 6,5/10)


incenereINCENERE – Brindo alla vita (2013, Maninalto!)
power-punk

Il caro vecchio punk-rock rivisto e corretto in salsa power, come hanno insegnato a stuoli di ammiratori i primi Green Day, anche se qui i punti di riferimento più prossimi risultano senz'altro i Blink 182. Certo, il mondo è pieno di band con queste attitudini, ma il trio trevigiano (Ettore Montagner voce e basso, Michele Angriman chitarre e voce, Marco Zanini batteria) emerge dal mucchio grazie ad un riuscito mix di melodie accattivanti, cori coinvolgenti e chitarroni sparati verso il cielo. Tutto rigorosamente in italiano. I ragazzi ci danno dentro e provano a sfoderare il colpaccio con “Nella stanza di Emily”, che non sfigurerebbe in qualsiasi heavy rotation nell’asfittico etere radiofonico nazionale. “Brindo alla vita” è un esordio assolutamente promettente: quattro accordi quattro e via, a testimoniare una volta di più che la chiave sta sempre nella semplicità. (Claudio Lancia 6,5/10)


margaretleeMARGARET LEE – Margaret Lee Presenta: Giacomo Marighelli (2013, La cantina appena sotto la vita)
alt-rock

Margaret Lee e Giacomo Marighelli sono la stessa persona, un progetto decollato nel 2008 che oggi approda al terzo lavoro. Un incontro fra canzone d’autore, noise, chitarre sature e testi criptici, densi di certe fascinazioni godaniane, soprattutto nell’interpretazione. Fra rabbia, desolazione, voglia di raccontare e di raccontarsi, l’album si presenta oscuro e dilaniato, senza alcuna intenzione di rassicurare, a metà strada fra Il Teatro degli Orrori (“Zapoleti” è programmatica in tal senso) e primi Marlene Kuntz. Giacomo dimostra in queste undici tracce una raggiunta maturità artistica, un’inconfutabile capacità di scrittura, e grandi doti di musicista, visto che, oltre a cantare, suona chitarre, bassi e rumori, accompagnato dalla batteria di Luca Ciriegi, già con i M’ors (Claudio Lancia 6,5/10)


roccaforteROCCAFORTE – Sintesi (2013, Keep Hold)
indie-rock, alt-pop

I Roccaforte sono una rock band di Alessandria in pista da dodici anni, ma che iniziò a muovere i primi passi già nel 1993. Dopo tre album e qualche anno di stallo, escono ora con un disco che rivisita undici tracce del passato, più un inedito, “Avatar”. Le nuove versioni sono state completamente riarrangiate, con l’obiettivo di ricercare un taglio più moderno e ricercato. La veste appare meno barricadera rispetto al passato, con il quintetto che decide di affidarsi a suoni sempre sostenuti ma un tantino più radiofonici. Tutto scorre bene, per un lavoro che piacerà a chi continua ad amare sottopelle il rock italiano degli anni 80 e 90. Colpiscono l’indiscutibile bravura dei musicisti e la somiglianza del timbro vocale di William Lucino con quello di Francesco Renga, elemento che riconduce i Roccaforte ad un certo immaginario Timoria. “Sintesi” rappresenta un nuovo inizio, una sorta di bilancio dei primi anni di attività, il miglior passo possibile prima di spogliarsi delle reminescenze del passato, per gettarsi nel futuro con un approccio meno datato ed arricchito da slanci più personali. L’esperienza non manca: li attendiamo con curiosità alla prova del prossimo disco di inediti (Claudio Lancia 6/10)


wasWAS - A New Place Soon Old (2013, DeAmbula)
songwriter

Il cagliaritano Andrea Cherchi aveva debuttato a nome Was con il mini “After Dinner” (Canebagnato, 2010) all’insegna di un bedroom-folk etereo e nudamente acustico, con arrangiamenti a volte stralunati, nella polpa umile e retrò al punto da suonare come giostrine vintage (“Wakefulness”). Il seguito, “A New Place Soon Old”, ammette soltanto una batteria per i numeri più afferenti al jingle-jangle (“In The Spring”, “Alpaca”, con sovratoni da muzak), e in una ballata sonnolenta accompagnata dal glockenspiel che si scioglie in un vecchiume psichedelico (“Fallen Stars”), ma già con l’esile danza carioca di “Plastic Man” Cherchi sembra sempre tendere all’introversione. “Under A Full Moon” e “Cold Song” - questa più sorrentina e velatamente dissonante - suonano come un Nick Drake diventato cantore di disimpegnate serenate d’amore, e “In A Cloud” (rumori ambientali a disturbare una nenia Syd Barrett-iana) e “Sleeping Bats” (una ninnananna anche più rarefatta) chiudono il disco in modo silente. Nel suo zigzag tra gli stereotipi (M Ward, Elliott Smith) Cherchi trova una zona periferica di naturalezza e privato lirismo. Diversi strumenti sacrileghi, tra cui il mellotron (Luca Cogoni). Lo-fi ma non troppo (Michele Saran 6/10)


alessandrabecelliALESSANDRA BECELLI – Alibi EP (2013, Riserva Sonora/Warner Chappell)
pop-rock

Se è vero che troppe volte, negli ultimi tempi, ci siamo imbattuti in effimeri personaggi con voci intercambiabili lanciati dai soliti talent show e (salvo qualche importante eccezione) spremuti dopo un paio di stagioni, è con un piacere ancora maggiore che tiriamo un sospiro di sollievo ascoltando il primo EP di Alessandra Becelli. L’artista umbra non nasce ieri e non nasce dal nulla: costumista in teatro, al cinema (“Lezioni di cioccolato”) e autrice di un saggio sulla video-arte di Chris Cunningham, si è fatta notare nel 2009 partecipando a Sanremolab e si è in seguito diplomata al CET di Mogol; sono fresche e leggere, e al contempo ponderate e prodotte con attenzione, le sei canzoni di “Alibi” all’insegna di un pop-rock radiofonico che si diverte, al momento giusto, pasticciando cospargendosi di colore (proprio come fa la cantante sul retro della copertina). Un lavoro/biglietto da visita omogeneo, al primo impatto, ma che in realtà vive di piccole sfumature ed espressioni di stati d’animo diversi, cantate (e mai urlate) con un timbro caldo e con interpretazioni sempre ben dosate. I brani sono in linea con quanto offre il mainstream italico oggi: “Fuori dal tempo” è un lento melodico pronto per Sanremo, non certo rivoluzionario ma arrangiato con gusto, “Tracce di una storia” ha una verve che “acchiappa” all’istante mentre a “Una meraviglia” spetta il (grato) compito di rivelare il lato più dolce e sensuale della cantante. “Leggera” è un’ipotesi di incontro tra Paola Turci e uno stile pausiniano attento a non esagerare con lo zucchero; già nota “Solo una bugia”, che rimanda a Biagio Antonacci ed è già corredata da un video molto cliccato prodotto dalla Pennylane di Duccio Forzano, mentre è una novità la conclusiva “Settembre”, che profuma di vaniglia e bossa-nova. (Alessandro Liccardo 6/10)


minniesMINNIE’S – Ortografia (2013, To Lose La Track)
emo-rock, punk-pop

Con l’emo bisogna stare molto attenti: la linea che separa dal giovanilismo (inteso nella sua accezione più negativa), dalla ricerca della frase facile da urlare tutti insieme (seguita magari dalla linea di chitarra “giusta” ma uguale a centinaia di altre) è molto sottile. “Ortografia” dei Minnie’s, quartetto milanese lanciato nel sempre fervido circuito dalla To Lose La Track, non l’ha “inavvertitamente calpestata” – l’ha travolta senza voltarsi indietro. Infarcito di banalità (riverberi, sincopi, parti interminabili di accordi e batteria in quattro quarti che, al meglio, si concludono con un po’ di rumore) e di intermezzi piacioni (la title track), “Ortografia” si barcamena in risibile, vacuo inno giovanilista (“E’ la quotidianità”), guardando con furbizia a un successo annunciato quanto effimero (Lorenzo Righetto 4/10)

Playlist

FAVOLE NERE – La metà fuori (2013, autoproduzione)
LE CASE DEL FUTURO - Neve EP (2013, Foolica)
LOVECATS & THE SHARING TALES - “2 Cool 4 School” split (2013, DiNotte Records)
JONNY  BLITZ – Musica per chi l’ascolta la prima volta (2013, autoproduzione)
INCENERE – Brindo alla vita (2013, Maninalto!)
MARGARET LEE – Margaret Lee Presenta: Giacomo Marighelli (2013, La cantina appena sotto la vita)
ROCCAFORTE – Sintesi (2013, Keep Hold)
WAS - A New Place Soon Old (2013, DeAmbula)
ALESSANDRA BECELLI – Alibi EP (2013, Riserva Sonora/Warner Chappell)
MINNIE’S – Ortografia (2013, To Lose La Track)

 

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