05/10/2024

Egyptian Blue

Covo Club


Altro giro, altra corsa, stavolta il nome sotto esame nel variegato e affollatissimo scenario post-punk su cui sono stati puntati i riflettori del Covo Club è quello degli Egyptian Blue, che dopo la prima visita in assoluto in Italia nella cornice dell’ultima edizione di Ypsigrock, hanno deciso di intraprendere un mini-tour nel nostro paese a supporto del debutto “A Living Commodity” (2023).
Il gruppo predilige le canoniche sforbiciate del genere in salsa Wire, senza troppi fronzoli, che nel panorama attuale si affiancano agli Shame di “Songs Of Praise”, agli esordi dei Murder Capital e ai Do Nothing allo stadio embrionale di “Zero Dollar Bill”, con una sbirciatina verso sentieri indie-rock, di rimando ai (migliori) Bloc Party di “Silent Alarm” e agli Strokes.

Ad aprire la serata sono le due manciate di brani offerte dai TA GA DA, trio padovano dance-punk in zona Franz Ferdinand, reduce dalla pubblicazione dell’esordio “This Is How We Dance”, uscito al termine dello scorso anno. L’esibizione ingrana in crescendo, e a coinvolgere maggiormente sono i guitar-riff trascinanti e il ritornello catchy della frenetica “The Weather Song", insieme alle stilettate asciutte di “Receding Hairlines” e “Is It Ok To Take A Walk?”.
L’unico punto debole è rappresentato dalla caotica e ripetitiva “Mother”, mentre efficace presenza in scena e interazione con il pubblico sono confermate con i sing-along della conclusiva “This Is How We Dance”.

Il quartetto protagonista della serata, capitanato da Leith Ambrose, attacca con la sferzante “Belgrade Shade”, dando inizio a un climax che si snoda tra i cori dell’abrasiva “Salt” e gli strattoni dei ritmi meccanici di “Skin”, per poi lasciare spazio alla doppietta di inediti “Who's Pulling The Strings?”, tra melodia e luccichii di chitarra, e “Kimono”, dove a primeggiare è la batteria. I passaggi strumentali armonici disseminati di piccole esplosioni di “A Living Commodity” cedono il posto ai fraseggi di basso di “Geisha” e alle rincorse di “Pop Bar” e della distruttiva “Four Is The Last Four”.
Preme a fondo l’acceleratore “Matador”, che con le sue ritmiche macinate a perdifiato funge da ulteriore carburante per la successiva e più strokesiana “To Be Felt”, chiusura del set principale. I Nostri abbozzano una finta uscita di scena prima del bis, riservato al primissimo singolo di debutto “Collateral” e, dulcis in fundo, ai nervi a fior di pelle sulla bassline dell'attesa “Nylon Wire”.

A fronte di un buon esito generale della performance, se da una parte i brani degli Egyptian Blue si caricano di una maggior grinta all’interno della dimensione live, dall'altra la presenza del gruppo in scena sembra ancora un po’ troppo trattenuta; tuttavia il potenziale per eventuali sviluppi futuri non mancherebbe. Basterebbe un pizzico di rischio in più.

Setlist

Belgrade Shade
Salt
Skin
Who's Pulling The Strings?
Kimono
A Living Commodity
Geisha
Pop Bar
Four Is The Last Four
Matador
To Be Felt

Encore

Collateral
Nylon Wire 

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