Do Nothing

Zero Dollar Bill

2020 (Exact Truth) | post-punk, indie-rock

“I just wanted to be one of The Strokes”: così cantava Alex Turner in “Star Treatment”, il brano posto in apertura di “Tranquility Base Hotel + Casino” degli Arctic Monkeys. Probabile che l’identico sogno ricorrente animasse le nottate del giovane Chris Bailey, frontman dei Do Nothing, una delle next big thing più significative pescate dal rigoglioso sottobosco britannico dei primissimi anni Venti. Non proprio uno qualsiasi degli Strokes, Bailey voleva essere proprio Julian Casablancas, grazie a madre natura che gli ha concesso di possedere un timbro vocale prossimo a quello che ha fatto la fortuna del cantante newyorkese. Che poi, sia fisicamente che nel modo di vestire, Chris somigli più a un Jarvis Cocker incazzato, questo è un altro paio di maniche, e per molti versi contribuisce a farne un personaggio ancor più intrigante.

I Do Nothing arrivano da Nottingham, la stessa città degli Sleaford Mods, e si sincronizzano sulle medesime frequenze post-punk già ben rispolverate da Ought, Idles e Fontaines D.C., con il massimo riguardo posto nei confronti dell’insegnamento dei Fall. Sin dalle schitarrate che aprono “Comedy Gold” ci ritroviamo catapultati in quell’appuntito mondo post-punk-Strokes confermato dalle successive “New Life” e “Contraband”. “Lebron James” (sì, proprio lui, il più celebre cestista americano degli ultimi anni) ha invece il merito destabilizzante di spostare il baricentro musicale verso l’irresistibile ritmica groovy degli Lcd Soundsystem. La conclusiva “Fits” interviene a spazzar via gli ultimi residui dubbi circa la naturale prossimità col Julian d’oltreoceano: Bailey ce l’ha fatta, grazie al suo cantato nevrotico, a tratti schizofrenico, sta trasformando in realtà tutti i propri sogni.

Prima di “Zero Dollar Bill”, fra il 2018 e il 2019, i Do Nothing avevano diffuso tre singoli, “Waitress”, “Handshakes” e “Gangs”, non inseriti in questo Ep. Un vero peccato, perché avrebbero rimpolpato a dovere un esordio dal livello qualitativo impressionante. Nelle interviste sin qui rilasciate, Bailey dice di essere stato influenzato in maniera decisiva non soltanto dai propri idoli musicali, ma anche dalla tradizione della stand-up comedy. Ed in effetti, a guardare i singolari e divertenti videoclip sin qui realizzati dalla band, si nota un certo gusto per la teatralità.
Nell’arco di soli diciassette minuti il quartetto di Nottingham convince appieno: un’altra bella realtà da tenere sotto strettissima sorveglianza.

(10/06/2020)

  • Tracklist
  1. Comedy Gold
  2. New Life
  3. Contraband
  4. Lebron James
  5. Fits










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