A distanza di pochi mesi dall’appuntamento primaverile,
Suzanne Vega torna in Italia con una nuova serie di concerti estivi inseriti nel “Flying with Angels Tour 2026”. Figura centrale nella ridefinizione del folk urbano dagli
anni Ottanta in poi, la cantautrice americana ha costruito un repertorio fondato su narrazioni precise, asciutte, spesso ambientate in contesti quotidiani, ma attraversate da uno sguardo analitico e lirico insieme.
Il tour prende il nome dall’album “
Flying With Angels”, pubblicato nel maggio 2025, lavoro recente che si affianca a un catalogo ormai consolidato. La scaletta prevista per le date italiane combina i brani più noti con il materiale nuovo, mantenendo una struttura essenziale anche dal punto di vista sonoro. Sul palco, accanto a Vega, ci saranno il chitarrista Gerry Leonard, collaboratore di lunga data legato anche all’esperienza con
David Bowie, e la violoncellista Stephanie Winters, per un assetto che privilegia dinamiche intime e un’interazione diretta con il pubblico.
Di seguito le date italiane annunciate per luglio:
- 20 luglio 2026 – Roma, Casa del Jazz – Parco
- 23 luglio 2026 – Carpi, Piazzale Re Astolfo
- 24 luglio 2026 – Monforte d’Alba (CN), Auditorium Horszowski
Suzanne Vega è una delle antesignane della rinascita del cantautorato femminile a cavallo tra anni 80 e 90. Con le sue ballate intimiste ha aperto la strada a una nuova generazione di cantautrici. Nel segno di un folk acustico di grande eleganza e sensibilità, capace però di evolversi nel tempo aprendosi ad altri stili (pop, elettronica, jazz, bossa nova). Con almeno un paio di capolavori assoluti: l'omonimo "
Suzanne Vega" del 1985 e "Solitude Standing" di due anni dopo.
"È la cantautrice più personale, forte e completa degli ultimi anni", proclamò il New York Times ai tempi del suo esordio. E mai profezia si rivelò più azzeccata, perché è stata proprio Suzanne Nadine Vega ad anticipare la rinascita del cantautorato femminile d'oltreoceano, ad aprire la strada alla generazione di
Tori Amos,
Sheryl Crow,
Lisa Germano,
Fiona Apple,
Ani DiFranco,
Alanis Morissette. Anche se l'artista californiana ha sempre dovuto combattere contro le resistenze e i pregiudizi di un music business già restio ad attribuire alle donne i loro meriti, figurarsi nel caso di una cantautrice che ha fatto della sobrietà e della discrezione il suo marchio di fabbrica. Un'antidiva per scelta, insomma. "Se tieni un basso profilo puoi durare più a lungo, anche se magari non finisci sui giornali", ci ha raccontato con una punta di soddisfazione durante una conversazione telefonica.
Il suo stile resterà un classico del canto intimista femminile. La sua forza introversa e la sua magia d’atmosfera derivano da una sagace fusione delle sue componenti: voce onirica, testi cupi ma enunciati come in una favola, suoni insieme tecnologici e da camera, tocchi commoventi. Rarefatta sintesi di due inquietudini cozzanti, l’anelito di emancipazione dei 70 e il disagio urbano dei 90.