LEMON TWIGS - Look For Your Mind!

2026 (Captured tracks)
pop-rock, power pop, sunshine pop

Facile rifugiarsi dietro il temine “derivativo” per descrivere un album dei Lemon Twigs. Facile ma decisamente poco onesto, soprattutto nei confronti dei fratelli Brian e Michael D’Addario, che non hanno mai nascosto l’insana e proficua passione per la forma canzone chiamata pop, un termine che ha contrassegnato una rivoluzione culturale e semantica. E non si tratta di una parola esangue nelle mani dei due bravi artigiani, autori di un power-pop tanto zuccheroso quanto naturale. Un concentrato di melodia e arrangiamento dove la semplicità è solo apparente.
In occasione del nuovo album “Look For Your Mind!”, i Lemon Twigs giocano a carte scoperte alla maniera di Todd Rundgren e della band Utopia ai tempi di “Deface The Music”, titolo che peraltro il geniale produttore scelse non a caso, avendo la doppia valenza di “deturpare la musica” e di “affrontare il rischio”, ed è quello che il duo americano compie senza timori e con un’autenticità che ancora una volta convince. Per la prima volta la band che accompagna il duo in tour è stata coinvolta nelle registrazioni, una scelta che espone le canzoni a una semplificazione che funzionerà ancor più nella dimensione live, ed è questa una delle ragioni per la quale “Look For Your Mind!” a tratti suona più simile a una vecchia trasmissione radiofonica/televisiva che a un vero e proprio album, come se la band volesse rimarcare la natura spontanea e non artefatta delle loro canzoni.

 

Quando Brian D’Addario in “Bring You Down” afferma “mi ruberanno il lavoro e lo daranno a una macchinetta”, non solo punta il dito contro la trasformazione del mondo del lavoro ma lancia anche un monito nei confronti dell’intelligenza artificiale, e che questo accada nella canzone più allegra e scatenata dell’album (un surf-rock con cori alla Beach Boys) non è un caso. Alle leggiadre e spensierate sonorità alla Beatles era “Magical Mistery Tour” di “Gather Round” i Lemon Twigs affidano una profonda riflessione sulle divisioni sociali e sulla tensione politico-culturale dei tempi correnti: non temete, i fratelli D’Addario non sono diventati politicamente impegnati, ma coerentemente alla loro identità post-adolescenziale, la musica non è immune a riflessioni profonde. Le canzoni parlano ancora di ragazzi e ragazze (“2 or 3”), o di tenerezza e sentimenti con lo stesso candore dei primi Beach Boys (la splendida “Mean To Me”), prima di affidare al flusso psichedelico di chitarre distorte, organi vintage e versi di Yeats recitati dal loro padre Ronnie di “Your True Enemy” un ultimo interrogativo sul futuro.

 

A questo punto è chiaro che la superficialità, con la quale molti liquideranno “Look For Your Mind” qualificandolo come un album semplicemente retrò, è più passatista e reazionaria del contenuto creativo del disco, un progetto che sa ancora rivolgersi alla propria generazione. Non importa se il linguaggio scelto è già noto, la title track potrà sembrarvi un versione jangle-pop di “Rain” dei Beatles, e senza dubbio “Nothin’ But You” non è altro che una lettura in salsa new wave dei Big Star, e poco importa che “My Heart Is In Your Hands Tonight” riporti l’orologio temporale ai primissimi anni 60: quel che conta alla fine è l’abilità del gruppo di creare soluzioni semplici eppure elaborate, come  il genuino folk-pop alla Zombies di “I Hurt You” o il geniale riff di “Fire And Gold” che stimolerà i fan degli Who.

 

Quelle dei Lemon Twigs sono delle perfette composizioni artigianali (“Joy”), che al netto di qualche voluta svogliatezza (“I Just Can’t Get Over Losing You”, “Yeah I Do”) nessuna intelligenza artificiale potrà mai eguagliare.

25/05/2026

Tracklist

  1. Look For Your Mind
  2. 2 Or 3
  3. Nothin' But You
  4. Gather Round
  5. I Just Can't Get Over Losing You
  6. Fire And Gold
  7. Mean To Me
  8. Bring You Down
  9. Yeah I Do
  10. I Hurt You
  11. You're Still My Girl
  12. Joy
  13. My Heart Is In Your Hands Tonight
  14. Your True Enemy

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