La musica ambient non può essere improvvisata. Lo dimostrano i numerosi casi di artisti che, tra un genere e l’altro, tentano la strada di una musica così peculiare, senza però riuscire a trovare una cifra stilistica capace di renderli davvero riconoscibili.
Questo non è il caso di Francis Gri, autore attivo ormai da circa tre lustri, che nel tempo ha trovato un suono e uno stile capaci di rendere la sua musica immediatamente distinguibile – all’interno del vasto catalogo del genere – dopo pochi secondi di ascolto. In seguito a vari tentativi e anni di evoluzione, Gri ha creato una sintesi personale tra l’ambient emotivo di Brian Eno, il pianismo minimale di Nils Frahm, i tempi dilatati degli Stars Of The Lid e, più raramente, i battiti onirici di Lino Capra Vaccina.
“Lontano” è un’opera ambiziosa che segue un arco narrativo ben definito, assumendo la forma di una lunga suite ambient. Due brani fungono da apertura e chiusura (“Respiro” e “Quiete”), mentre al centro si collocano i sei movimenti di “Due onde”, che raccontano la storia di due anime affini destinate a non incontrarsi mai nel corso della loro vita. Come onde del mare, sono condannate a inseguirsi senza potersi toccare, se non forse alla fine del loro percorso, quando il ciclo vitale è ormai prossimo alla dissoluzione.
La texture malinconica e avvolgente, i synth dilatati e il pianoforte che dissemina note sospese in “Respiro” introducono ai trentasei minuti dei sei movimenti di “Due onde”: un lungo itinerario triste, ma non disperato, armonico ed emotivamente controllato, che evoca l’inseguimento continuo delle due onde, destinate a non trovarsi mai, neppure per un istante.
25/02/2026