Prima o poi per un artista giunge il momento di capitalizzare anni di ricerca e di sperimentazione per qualcosa di tangibile e di esteticamente ammaliante. Drew Daniel ha da tempo smesso i panni del musicista avantgarde, riabbracciando prima la musica deep-house nel precedente album “Is It Going To Get Any Deeper Than This?“, per poi virare verso la musica classica e sinfonica nel nuovo progetto “Can Such Delightful Times Go On Forever?”, il tutto in funzione di una fruibilità che diversifica il progetto da solista da quello condiviso, sotto il nome di Matmos, con il compagno Martin Schmidt.
Che a ogni opera dei Soft Pink Truth corrisponda un interrogativo è cosa ormai nota, ma dietro quest’ultimo album si nasconde una tensione emotiva che è apparentemente in contrasto con l’estetica neoclassical delle composizioni.
Piano, chitarra acustica, archi e arpe prendono il sopravvento (“Underneath (I)”), scalzando la sezione ritmica e infettando armonie decisamente più placide con ghirigori e accenni armonici che restano involuti (“Time Inside The Violet”).
L’immaginazione fa ancora una volta da collante tra citazioni quasi disneyane (“L’Esprit De L’Escalier”), romanticherie arrangiate con un mood alla Arthur Russell (“Mere Survival Is Not Enough”) e una breve ma intensa dissertazione orchestrale dove leggerezza e grazia creano un momento di pura ascesi spirituale ed emotiva (“And By And By A Cloud Takes All Away”).
In quest’ennesima svolta progettuale, Drew Daniel ricorre alla tecnica del collage adottata per il recente album con i Matmos, mettendo sullo stesso piano toni descrittivi e atmosfere horror/thriller nella pagina forse più riuscita del progetto (“Phrygian Ganymede”), una magia che in parte si ripete nella splendida collaborazione con Bill Orcutt in “Orchard”, una fantasiosa escursione nel mondo del chamber-folk che suona quasi come un messaggio di speranza che in parte risponde alla domanda che intitola l’album.
Ancora una volta Daniel crea un piacevole equilibrio tra musica colta ed eleganza estetica, forse meno incisivo e graffiante rispetto al passato ma egualmente interessante e originale.
06/02/2026