ANNALISA - Ma io sono fuoco

2025 (Warner)
dance-pop, electropop, synth-pop

Lui è un esibizionista, sesso varietà
Bello come una specie estinta
Viene e se ne va
Succede
Alle ragazze per bene
Non cadrò nei cliché

Diventata ormai da qualche anno la nostra dancing queen, Annalisa è una popstar dotata di una magnetica sensualità, una vocalità minesca e anche un’eccezionale attenzione all’immagine. I post sui social, i balletti, le collaborazioni incendiano l’attenzione di un pubblico trasversale che va dai fan dell’epoca “Amici” fino ai bambini che gioiosamente cantano alcuni suoi successi, passando ovviamente per chi è là soprattutto per godersi il suo sex appeal.
Da “E poi siamo finiti nel vortice” (2023) il suo ruolo non è granché cambiato, ed è già una notizia: rimanere qualche anno in cima al pop game non è facile per nessuno e Annalisa ci è arrivata in un momento in cui era ragionevole disperare, cioè all’altezza dell’ottavo album. Questo, che è il nono e si chiama “Ma io sono fuoco”, rimane in scia di quelle intuizioni. Gli anni Ottanta, le grandi voci italiane del passato, gli ammiccamenti più o meno espliciti a una sessualità disinibita e chiaramente un ventaglio di situazioni relazionali tribolate sono ancora al centro della formula.

Il pop elettronico e nervoso di “Dipende” è un inizio energico, costruito su versi veloci e i soliti tormenti relazionali: sangue e passione, tra mitragliette e veleno. È un brano che contiene anche il primo di tanti ritornelli che si possono agevolmente tagliuzzare per i balletti sui social.
Superata la ballatona classica “Piazza San Marco” (feat. Marco Mengoni), un po’ troppo saggio di canto, si torna al ballabile con “Delusa”, un po’ Rettore e un po’ Carrá: sono due punti di riferimento che l’album mette in comunicazione più volte, tra un’estetica cruda ed esplicita e un edonismo ottantiano virato al femminile. I Kolors apprezzerebbero avere nel canzoniere una “Esibizionista”, anche se metà del lavoro lo fa la vocalità esplosiva di Annalisa, sempre più a suo agio anche con il range inferiore della sua estensione, come già dimostrato in “Maschio”, altro electropop agitato e vintage.
È un gioco che conosciamo bene: mastica Moroder, eurodance e synth-pop (“Emanuela”, “Chiodi”, “Io sono”), spingendo su un’estetica fatta di immagini anche forti, identitarie, provocatorie. Per esempio in “Amica” paragona l’amore a un’autopsia, parla di “bestemmiare” e apostrofa altre donne come “puttane”.
Poi, tolta per un attimo la maschera della perfetta popstar italiana di questi ultimi anni, in “Una tigre sul letto continua a parlarmi” rinuncia al ritornello killer, imbeve la voce anche di autotune e, partendo dalla citazione di Jorge Louis Borges che dà il titolo all’album, scrive un brano astratto che sarebbe l’ideale opener di un album più ambizioso, di rottura con il mainstream. Ma è solo una prospettiva remota, una speranza, una fantasia.

Se “E poi siamo finiti nel vortice” è stato un cambio di pelle, “Ma io sono fuoco” non cerca di replicare e si accontenta di lavorare ai margini di un sound che Annalisa, insieme al produttore Davide “d.whale” Simonetta, ha già fatto suo da qualche anno. Per questo, il numeretto si ferma una tacca sotto il precedente, a suggerire la necessità di evolversi in modo più deciso, per il decimo (!) album.

12/10/2025

Tracklist

  1. Dipende
  2. Piazza San Marco feat. Marco Mengoni
  3. Delusa
  4. Esibizionista
  5. Maschio
  6. Avvelenata feat. Paolo Santo
  7. Emanuela
  8. Chiodi
  9. Io sono
  10. Amica
  11. Una tigre sul letto continua a parlarmi

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