Dal downtempo urbano di “Big Calm” del 1998 all’r&b levigato di “Blackest Blue” del 2021, i Morcheeba non si sono mai discostati più di tanto da quel trip-hop a braccetto con il soul che li ha resi celebri. “Escape The Chaos”, undicesimo album per 100% Records, segna un parziale ritorno alle radici dopo una prova precedente appesantita tra divagazioni soft rock e inclinazioni radiofoniche sbiadite. È il registro groovy e seduttivo a dettare il tono, alternato al respiro più notturno.
La produzione intreccia l’anima lounge di Ross e Skye con una sensibilità che evoca bagliori psichedelici e sfumature tropicali. Quello di Skye Edwards è un cantato avvolgente, un timbro vellutato ma deciso, che si intreccia con una sezione ritmica con una cadenza quasi in slow-motion. Alle drum machine, tastiere e chitarre di Ross si aggiunge una tavolozza con fiati, archi e cori, più corposa di opere come “Fragments Of Freedom”: non un eccesso barocco, ma una resa densa e calda.
A eccezione di momenti come l’opener, “Elephant Clouds” o la bossa nova di “Dead To Me”, molto scivola via senza imprimersi. I Morcheeba, però, sanno rivestire con eleganza anche intuizioni più fragili, smussando i passaggi più opachi e impedendo che si riducano a puro riempitivo. Ne risulta un’apologia del contrasto, quello tra l’aspirazione, forse timida, a cambiare pelle e la fedeltà a un’identità già consolidata. Il rimando agli esordi resta il punto di forza, ma non sempre basta a lasciare il segno. Più che una metamorfosi, un ritorno consapevole a un terreno già codificato.
27/09/2025