Con “Zumi3” è ancora una volta il turno di Xenia Reaper, e bastano i primi secondi di “Spinblurr” per capire dove ci troviamo. Non c’è bisogno di inebriarsi né di varcare piani astrali ignoti: vi siamo già immersi. “Exd” si presenta come un paradiso artificiale che non vuole dimostrare nulla a nessuno: sintetizzatori che respirano con lentezza, bassi che affiorano come bolle in un liquido denso, ritmi accennati che sembrano dissolversi prima ancora di prendere forma. Lo stesso fanno i successivi episodi, alternati tra nuvole digitali ed ecosistemi quantici: “Huugh” in particolare costruisce una pressione sorda e costante, come un campo magnetico invisibile.
Il disco si dipana spesso verso beat evanescenti, come Pontiac Streator che simpatizza per i Boards Of Canada. Legando la tradizione Idm con i sogni ad occhi aperti, ne emerge una purificazione mistica per anime notturne, con architetture sonore adatte tanto a un dj-set d’apertura quanto a un loft a luci spente. Sa esattamente dove vuole andare: e questo è insieme il suo punto di forza e il suo limite. Xenia Reaper mostra spiccate predilezioni verso una dance music eterea e rilassata, un breakbeat di nebbie e sospensioni, che tra pulsazioni angeliche e accordi fumosi spalanca i cancelli del cielo. Pur senza l’estasi che promette, ci fa fluttuare tra universi celesti.
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16/09/2025