KATE DALLAT - Gender Reveal

2025 (Rotkat)
folktronica, occult-psych

Dopo quasi dieci anni trascorsi accumulando esperimenti finalizzati a lastricare il percorso artistico da perseguire, ecco finalmente confezionato l’esordio di un progetto dalla spiccata vocazione europea, ma con le radici ben salde nel territorio italiano. L’idea Kate Dallat nasce dalla collaborazione fra KVDV (batteria elettronica, synth, voce), già chitarrista con la fissa per il noise, attivo nel circuito romano meno allineato, e Micky Padrino (basso, synth), italiano di nascita ma cresciuto ad Anversa, dove da diversi anni è protagonista della scena underground, con in curriculum le presenze come bassista e chitarrista in alcune band del sottobosco alternativo belga (Penus, King Dick). Le carte in tavola cambiano quando si unisce alla partita Codeina, cantante e musicista greca, residente in Italia dal 2018, che porta in dotazione l’amore per il folk est-europeo, assorbito fin da piccola attraverso gli ascolti casalinghi della sua famiglia. Il background di Codeina si innesta alla perfezione, completandolo, sulla ricerca musicale portata avanti da Micky e KVDV, impostata su ritmi elettronici, groove imprevedibili, percussioni ibride.

Il trio si rende protagonista di un mix stilistico in grado di fondere elementi tradizionali della cultura mediterranea con influenze che attingono dalla psichedelia occulta. Ne risulta un vero e proprio manifesto di psicomagia, un rituale celebrato all’interno di una giungla ultramoderna, nel quale confluiscono idealmente credenze e superstizioni del Sud Europa. “Gender Reveal”, l’album d’esordio firmato Kate Dallat, schiude un mondo nel quale ritmi ballabili si alternano a momenti più introversi.

“Canis Major” ricorda la psichedelia ancestrale dei Goat, oscuri tribalismi che divengono technoidi in “Marmarilo” e “Kuc”. Con “Cerasella” – il testo è in lingua greca – atmosfere scure accolgono un electro-folk non troppo distante da quello concepito da Daniela Pes, soluzioni che si ripetono in “Frango” e “Alabastro”, quest’ultima cantata in italiano.

L’estetica Tanca – l’etichetta di Iosonouncane – ritorna in “Hiatus”, riconducibile alle trasversali sperimentazioni applicate da Jacopo Incani nel monumentale “IRA”. “Malerba” possiede invece un’attitudine da “assalto rock”, che ricorda alcuni slanci prodotti di recente dai nordirlandesi Chalk. Un melting pot intrigante, che speriamo possa presto regalare nuove interessanti commistioni.

14/03/2025

Tracklist

  1. 1. Frango
  2. 2. Marmarilo
  3. 3. Canis Major
  4. 4. Hiatus
  5. 5. Cerasella
  6. 6. Malerba
  7. 7. Alabastro
  8. 8. Kuc

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