Non nuovi a collaborazioni oltre il perimetro della propria line-up, Nothing e Full Of Hell hanno unito le forze per trasferire i rispettivi bagagli sonori, fondamentalmente costituiti da nutrienti dosi di shoegaze e grindcore, verso un’inesplorata terra di nessuno. Ma attenzione: non si tratta del solito split congegnato per suddividere in maniera rigorosa gli spazi da occupare riducendo i costi pro capite, no, l’opera è stata concepita come frutto di un inedito collettivo allargato, scrivendo e sviluppando insieme il materiale contenuto nelle sei tracce di “When No Birds Sang”. L’impatto emotivo risulta così (in tutti i sensi) amplificato, con i Nothing impegnati a tessere una tela nu-gaze a forti tinte emotivamente dreamy e i Full Of Hell intenti ad apportare il consueto carico di intransigenza sonica. Anche se in realtà non è detto che le cose siano andate davvero così, visti i labili confini stilistici delle due formazioni: non di rado – ad esempio – i Nothing in passato si sono cimentati in brani dal deciso piglio “heavy”.
“When No Birds Sang” potrebbe essere percepito come un disco di area metal: il mood impresso dall’iniziale “Rose Tinted”, otto minuti brutali di inestricabili riff e orrorifici screamo, imprime senza compromessi una direzione piuttosto chiara. Salvo poi, nella traccia successiva, correggere il tiro in maniera repentina attraverso la preghiera slowcore “World Like Stars In The Firmament”, pronta a virare verso atmosfere oniriche, prospettando un saliscendi che proseguirà per l’intera durata dell’album. Mettendo a fattor comune le reciproche scritture scaturisce il minaccioso ambient post-nucleare di “Forever Well”, pronto a esplodere nella seconda parte come una tempesta di napalm. Torna – momentanea – la quiete per l’eterea strumentale “Wild Wood”, lasciapassare verso una sezione finale caratterizzata da una confortevole title track cantata da Domenic Palermo e dalla detonazione fissata nell’arcigna “Spend The Grace”, dove il microfono passa nelle mani di Dylan Walker, per un’alternanza vocale che risulta uno dei grandi valori aggiunti del progetto.
A tratti “When No Birds Sang” riserva la tipica sensazione di caduta in un precipizio, l’attimo successivo le canzoni trasmettono invece un senso come di ascensione. Ferocia e dissolvenza si rincorrono, dissonanze e delicatezze convivono in maniera naturale, in un lavoro claustrofobico e sinistro ma al contempo fragile e liberatorio, per un risultato finale che potrebbe piacere a chi ha adorato i gotici wall of sound di “Sunbather” dei Deafheaven.
Nel frattempo, i Nothing hanno annunciato di essersi fatti promotori di un Festival, denominato Slide Away, dedicato ai suoni shoegaze, dream-pop e ambient, che si terrà il 9 marzo a Philadelphia, fra le mura amiche, e il 30 marzo a Los Angeles, per quella che si preannuncia come una celebrazione del sound che la formazione americana pratica da sempre, tanto da essere riconosciuta fra i massimi riferimenti della scena nu-gaze del nuovo millennio.
19/12/2023