Giuseppe Verticchio decide di pubblicare due lavori del suo progetto Nimh rimasti nel cassetto, “Caustic” e “Composite”, raccogliendoli con il nome “Early Electronics Works”. Si tratta di materiale d’archivio risalente agli inizi degli anni 90. In tutto undici composizioni registrate nella maggior parte dei casi in studio dal vivo, senza utilizzare sovraincisioni o post-produzione.
“Caustic #1” introduce nelle visioni industriali, fortemente psichedeliche, di Nimh. Sono sei minuti che servono a sintonizzare l’ascolto per le due lunghe tracce che seguono: “Caustic #2” e “Caustic #3”, quasi mezz’ora l’una di durata, a formare una vera e propria sinfonia elettronica cupa e a tratti epica. Come entrare in un mondo sotterraneo e lentamente imparare a percepire le distanze e lo spazio circostante. A tratti il buio appare come un notturno metafisico con ampi respiri di suoni che sembrerebbero rievocare degli ossessivi raga spirituali. A metà corsa “Caustic #2” esplode in un crescendo noise accecante.
Le otto sequenze di “Composite” in scaletta sono di durata più breve. Veri e propri frammenti provenienti dallo spazio più remoto (“Composite #1”, “Composite #4”) intervallano una mezza dozzina di brani in cui prende forma l’universo elettronico di Nimh: una cascata di rumore crea un muro di suono imponente sui quattordici minuti di “Composite #2”; un’oscura sinusoide trasporta in uno spazio-tempo alieno sulla seguente “Composite #3”; un drone psichedelico si trasforma in un crescendo epico sui dieci minuti di “Composite #7”; sul finale di “Composite #8” Nimh costruisce una techno amniotica ricca di richiami etnici.
L’inizio di una lunga avventura.
26/12/2022