In contemporanea alla pubblicazione del secondo capitolo del progetto folk Twist Of Fate, Giuseppe Verticchio dà alle stampe un nuovo album a nome Nimh, “Circles Of The Vain Prayers”.
Quattro lunghi brani che segnano un punto di svolta nella carriera del musicista romano, sempre più lontano dalla dark-ambient che ha caratterizzato i suoi primi lavori.
Utilizzando loop e field recording, Nimh mette in scena preghiere che girano in tondo come danze rituali, mantra costruiti stratificando strumenti provenienti dalle tradizioni di paesi asiatici come il khuli (un flauto tailandese), il rawap (un cordofono mongolo) e il tombak (una percussione iraniana).
I field recording registrati in Tibet sull’omonima “Circles Of The Vain Prayers” sono di Enrico Verticchio, fratello di Giuseppe. Anche le suggestive immagini della copertina e del libretto sono state scattate in Tibet. Simboli che veicolano un messaggio enfatizzato ancor di più dal canto armonico e dalle spacedrum di Claudio Ricciardi, impreziosendo l’atmosfera sospesa della psichedelica “Violating The Limits”.
Gran finale con la suggestiva “Srivatsa”, un loop, degno dei più visionari Dead Can Dance, che si sgretola come nei sogni ad occhi aperti di William Basinski.
07/06/2016
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