Lavoro non certo amabile o travolgente, “Crease” non è un album estremo, tutt’al più inquietante. Le canzoni sono più simili a un demo in via d’elaborazione, ma dietro la potente astrazione armonica si nascondono costrutti musicali pregiati.
Kee Avil mette in gioco tutto l’ardire di certe band nu-metal, sacrificando il pathos come retaggio del rock, graffiando via la malinconia e trasformandola in autentico terrore, rivolgendo nello stesso tempo le attenzioni a quell’arte della composizione che è patrimonio della musica classica.
Non è dunque una sorpresa trovarsi all’improvviso al cospetto di una traccia come “And I”, così ricca di arpeggi e cambi armonici, che a un primo fugace ascolto sembravano quasi inesistenti. Basta poi fare un leggero passo indietro (“Melting Slow”), per scoprire della strane assonanze con le pagine più surreali dell’album di Kate Bush “The Dreaming”.
Dietro i glitch, gli sfregi noise, il cantato decostruito, l’elettronica scricchiolante, i ronzii dei synth, le dissonanze e il minimalismo, c’è un mondo di canzoni che sotto altre vesti non tarderebbero a catturare il cuore e l’anima. Kee Avil è più interessata al non detto, alle distorsioni e alle ombre; in quest’ottica il passaggio più fuorviante è quello allestito per “Okra Ooze”, un brano dalla insidiosa natura pop, che Bjork potrebbe trasformare in un hit da classifica, e Diamanda Galas in uno dei vertici dei suoi gorgoglii vocali diabolici e sotterranei.
Guai però a immaginare la musica di Kee Avil come un sunto di quanto sopra citato. Se volete ci aggiungiamo anche lo Scott Walker di “Tilt” (“I Too, Bury”) e il lato oscuro dei Nine Inch Nails (“Saf”), per certi versi puro sfoggio di nomi conosciuti o altisonanti, messo in atto per incuriosire l’ascoltatore e indurlo a perseverare nell’ascolto.
“Crease” è come il canto delle sirene: diabolico, tentatore, oscuro, capace di trasformare l’ascoltatore in bestia, al primo impatto privo di appigli melodici o strumentali, emotivamente straziante, poi avvincente e ricco di preziosi dettagli. Un vortice di suoni mai del tutto definiti, che trascina l’incauto ascoltatore in un labirinto dal quale non v’è via di salvezza.
25/03/2022