Se c'è stato un musicista che ha saputo coniugare il romanticismo con la musica ambient, questi è senz'altro lo statunitense Matthew Cooper. Col suo progetto
Eluvium spazia tra musica per piano e per sintetizzatori, ricreando atmosfere dolci e melodiche che lo rendono totalmente differente rispetto a gran parte dei musicisti ambient contemporanei. Con "An Accident Memory In The Case Of Death" (2004) dimostra una notevole capacità di ricreare semplici, ma evocative melodie col pianoforte, strumento a lui più congeniale. "
Talk Amongst The Trees" (2005) è più etereo e ricco di synth, mentre con "
Copia" (2007) pubblica quello che può essere considerato uno degli album più significativi dell'anno, così come "
Nightmare Ending" (2013), perla assoluta dell'ambient più vicino alle sonorità modern classical.
Se il progetto Eluvium meriterebbe quindi un posto di primo piano in una finora mai scritta e auspicabile storia della musica ambient, ultimamente Cooper sembra aver perso la sua capacità di rinnovarsi o almeno di ripetere con originalità ricette già consolidate. "Virga I" nasce come primo di una serie di lavori ambient, abbozzato in solitudine in casa per l'isolamento forzato dovuta a una tempesta di neve. Tre lunghi brani tipicamente ambientali, forse addirittura si può arrivare a dire che questo sia l'album più tradizionale targato Eluvium. Se questo è vero, però è anche possibile che sia il più anonimo.
Nonostante i vari ascolti e riascolti, i
loop che si susseguono sembrano astrazioni fin troppo fredde, semplici tappeti sonori ripetuti senza una strada precisa. Probabilmente è un album
basinskiano, ma non in grado raggiungere il pathos tragico del maestro, ancora capace nel 2020 con "
Lamentations" di comunicare tragicità.
Tre lunghi brani, tra cui proprio la
title track sembra il meno incisivo. "Abyss Forms" è il classico brano di
loop che gioca sul
disfacimento sonoro del supporto. Nulla di nuovo, ma è un movimento in cui ci si può perdere. Non è dissimile il discorso per il finale "House Taken Over", probabilmente il più intimo e riuscito, dove vi è una maggiore varietà e un residuo legame con la carriera precedente di Cooper.
Non c'è un giudizio assolutamente negativo, ma l'impressione è che Cooper stia ancora cercando una nuova anima e che questo sia solo un lavoro di passaggio verso nuovi lidi.