Diciamo la verità, pur con qualche buon brano “Violence” non era certamente un disco imprescindibile: dubito ci possano essere fan disposti a indicarlo fra i migliori editi dalla band di Tom Smith. Ma gli Editors credono molto in queste canzoni, e hanno deciso di concedere loro una seconda opportunità. Annunciato in occasione del Record Store Day e pubblicato qualche giorno più tardi, “The Blanck Mass Sessions” ospita alcune di quelle tracce in una veste alternativa, quella che era stata inizialmente cucita su misura dal producer Blanck Mass, versioni successivamente mitigate dall’ulteriore intervento di Leo Abrahams.
Il risultato sposta l’asse verso un’elettronica ancor più diretta e vigorosa, territorio nel quale Blanck Mass è un riconosciuto maestro. Sono stati inseriti sette brani di “Violence” (restano escluse le ballad “No Sound But The Wind” e “Belong”), più l’inedito – abbastanza prescindibile per la verità – “Barricades”, quasi un Coldplay apocrifo ibridato in salsa Mumford & Sons, che ben poco aggiunge al menù di partenza.
Il diverso trattamento assegnato alle canzoni è evidente: il caso più eclatante è quello riservato a “Counting Spooks”, traccia che passava pressoché inosservata in “Violence”, mentre qui acquista in prepotenza e magniloquenza, spogliandosi di parte delle tenebre wave che la avvolgevano per rinascere a nuova vita. La title track vede invece ancor più in primo piano la componente electro, che già emergeva possente nella parte conclusiva della take edita lo scorso anno.
“The Blanck Mass Sessions” completa e migliora il progetto “Violence”, senza mai rischiare di diventarne un’inutile appendice. I fan saranno liberi di scegliere le proprie versioni preferite, in una sorta di album componibile. Un giochino divertente che potrebbe anche essere interpretato come un ponte verso un futuro più spostato verso i suoni da club. Senza mai dimenticare che non è certo questa la prima svolta elettronica della band…
06/05/2019
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