Beaty Heart - Mixed Blessings

2014 (Nusic Sounds)
afro-pop, alt-pop

Che l'Africa sia la linea d'orizzonte tra il presente e il futuro non è proprio un mistero degli ultimi anni. È parecchio in effetti che il potere con la P maiuscola si interroga sulle tempistiche e sulle modalità per mollare le briglie, scardinare le porte a un'energia potenziale concentrata in un'area che rappresenta 1/5 delle terre emerse sul pianeta Terra.

Al solito la musica, e l'arte in generale, si permettono di giocare d'anticipo con alcune realtà sconosciute, ibridando i propri comportamenti, mettendo in tasca nuove modalità di imitazione e commistioni di generi, tutto al di fuori della logica lucrativa, come invece il potere cui sopra. Osserviamo infatti che negli ultimi 5-10 anni il territorio africano è diventato il riferimento per buona parte dell'indipendente musicale internazionale, portando alla ribalta alcune sonorità secolari tuttora misconosciute ai più e comunque volenterose di allontanarsi da quell'africo-tribale finora ascoltato nelle mescolanze del reggae o della prima musica blues.
Era in effetti da quando il blues inflenzò tutta la generazione chitarristica anni 60-70 che la musica africana non tornava prepotentemente nelle orecchie occidentali, attualmente accompagnata e assimilabile al concetto hipster di musica alternativa e/o indipendente. Uno dei primi "vip" in tal senso fu Damon Albarn che già nell'esperienza Gorillaz e poi in viaggio nel continente nero portò nella Stanca Europa (come la "raffigura un selfie recente") quell'idea di ritmo e tribalità da fondere nel meltin-pot di chitarre e sintetizzatori.

I Beaty Heart seguono questo filone che parte appunto dal fondatore dei Blur e si allaccia ad Animal Collective e Vampire Weekend su tutti, ma non tralascia l'attuale e onnipresente fusione tra sample sintetici e percussioni tribali (Glass Animals, Spring Offensive citando gli ultimi arrivati).
Giunti all'esordio con "Mixed Blessings" - un discreto esempio di questo sincretismo tra elettronico e analogico-tribale - i Beaty Heart sono un trio di percussionisti inglesi, arrivano da Londra e sono amici conosciutisi nella migliore tradizione Uk: tra i banchi del college.
"Mixed Blessings" ha un ritmo incalzante e felice ("Banana Bread", "Kanute's Comin' Round"), gongola e rimbalza tra xilofoni e gorgheggi ("Seafood") tuffandosi nell'Oceano Indiano tra l'Asia e il Madagascar ("Yadwigha's Theme", "Greetings To Eblis"); dopotutto "Mixed Blessings" è un buon disco, ma contrae i muscoli quando si tratta di allungare il passo: la tribalità paga (ad ora) il prezzo della ripetitività e il limite maggiore coincide con la voglia di multiculturalità, troppo spesso antonimo d'integrazione.

Tracklist

  1. Banana Bread
  2. Kanute's Comin' Round
  3. Seafood
  4. Opal Shred
  5. Kinder
  6. Get The Gurls
  7. Yadwigha's Theme
  8. Muti
  9. Lekka Freakout
  10. Opal Loop
  11. Greetings To Eblis
  12. Happiness
  13. Lucky Set


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