A tre anni di distanza dal
concept album
“Ego:X”, e dopo le parentesi di
“The Anatomy Of Silence” (raccolta di brani in versione acustica) e “Dream Collector II” (compilation di rarità), Adrian Hates torna con il nuovo lavoro in studio dei Diary Of Dreams, stampato come sempre dalla sua etichetta Accession Records (nel mezzo c’è stato spazio anche per il
side-project “.com/kill”).
Titolo e cover sono abbastanza eloquenti sul materiale contenuto nel quindicesimo lavoro della formazione tedesca, del resto dai Diary Of Dreams si sa cosa aspettarsi: la loro
electro-goth, corposa e a tratti classicheggiante, è ormai diventata un vero e proprio
trademark.
La intro “”Malum”, dai toni marziali e apocalittici, ci introduce a un’opera che risulta comunque più “leggera” della precedente, sia nei toni che nella struttura; lungo i dodici capitoli di “Elegies In Darkness” ci si imbatte così in brani di synth/future-pop, orientati al dancefloor gotico (“The Luxury Of Insanity”, “Dream Of A Ghost”), nei ritmi electro di “Stummkult”, in episodi di crossover tra dark-wave e rock industriale (“A Dark Embrace”).
La voce del musicista tedesco è sicuramente un tratto distintivo: oscura ma al tempo stesso “calda”, è l’interprete ideale del cupo romanticismo dei Diary Of Dreams, assurgendo al ruolo di protagonista in una ballad come “A Day In December”; l’album si rinvigorisce nel finale, in brani come “Daemon” e “House Of Odds”, dove le sonorità dei DOD tornano ad irrobustirsi.
Nulla di nuovo in conclusione, ma sicuramente un lavoro più scorrevole del precedente. Ai non-fan mi sento di consigliare invece la citata raccolta unplugged, dove le atmosfere dei Diary Of Dreams e la voce profonda di Hates vengono esaltate dalla rilettura in chiave acustica delle sue composizioni.
06/07/2014