ROGER TARRY - Quiet Town

2013 (Folkwit records)
chamber folk

Secondo appuntamento discografico a ben otto anni di distanza dall’esordio “Last Time I Was There” per Roger Tarry: autore di un folk malinconico e orchestrale con reminescenze di Nick Drake e Damien Rice, il musicista di Bristol è un abile tessitore di elementi sonori gentili e delicati dal fievole impatto emotivo.
Più dedita alla contemplazione che alla complessità elettroacustica di molti songwriter suoi contemporanei, la musica di Tarry si affida a pochi elementi. La voce e la chitarra reggono le fila del sound, che accoglie le sapienti orchestrazioni di Lizz Lipsscombe (Richard Hawley) e il tono solenne degli arrangiamenti di trombe e tromboni di Terry Edwards (Gallon Drunk, Nick CaveThe Jesus and Mary Chain, Tindersticks, PJ Harvey, Spiritualized, Faust, Tom Waits, Robyn Hitchcock).

Un romanticismo sobrio attraversa le malinconiche e delicate canzoni di “Quiet Town”: il fingerpicking incontaminato di “When Was” e il tono agrodolce del duetto vocale con Caroline Martin in “Dying Wish” sono due facce di una stessa medaglia, dove amore e morte restano in perenne conflitto.
Il tono decadente degli arrangiamenti orchestrali sottolinea senza enfasi gli stati emotivi più oscuri e grevi, dai toni autunnali di “They Have Never Seen”, che scivolano sulle note del piano di Toby Field, al solare romanticismo di“Blow” affidato alla fisarmonica di Mirek Salomon.
Frammenti di country americano fanno la loro comparsa in “It’s Not You”, un pregevole duetto a due voci sottolineato da poche note di piano e chitarra, ma anche nella title track si agitano echi di Elliott Smith e Ray Lamontagne. 

La forza di “Quiet Town” risiede nella sua apparente rigidità stilistica. I contrasti sono flebili e sfumati: così, il folk di “Next Year” e l’intrigato lirismo di “Crospy” viaggiano solo apparentemente sullo stesso binario degli emuli di Nick Drake, mentre Tarry resta sempre elegantemente contemplativo e intimista.
In definitiva, il secondo album del chitarrista è un piacevole album il cui tono derivativo non va a discapito dell’ispirazione, il tono compatto degli arrangiamenti non occulta le variegate tessiture di accordi e armonie delle canzoni, che ad ogni ascolto crescono in personalità e carattere.

Nella considerevole produzione di folk autunnale e malinconico, la musica di Roger Tarry si distingue per onestà e buon gusto.

13/12/2013

Tracklist

  1. It’s Not You
  2. Cropsy
  3. When Was
  4. Quiet Town
  5. Dying Wish
  6. Blow
  7. They Have Never Seen
  8. Train
  9. Next Year

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