Ciò che è più apprezzabile, di questo “The Sun As It Comes”, è probabilmente l’abbandono di ogni freno inibitorio che forse prima legava i giovanotti californiani autori di quel gradevole cartoon morriconiano intitolato “Dead End”.
Forse non provvisto di particolare profondità (come pure il nome della band lascia intuire), quell’Ep aveva gettato le basi di questo lavoro, che a dir la verità spiazza non poco.
Le ballate morriconiane (l’iniziale title track) si trasfigurano in finali muscolari Cave-iani (complimento gratuito), all’insegna di un’emozionalità scontata, come di un Neil Young con la luna storta. Carroll intona con fervore Sheff-iano le sue storie di frontiera (“Buried In The Murder”), ma in questo grande scatenarsi di fiati, di armonizzazioni a piena voce (“Everything You Need”, “Over Edgeware”) la sensazione è sempre quella che si stia prendendo la strada più facile, toccando corde facili e ammiccando agli strepiti di Mumford And Sons e Lumineers.
Quel che rimane è una rievocazione western da parco divertimenti. Un benvenuto ai Lonely Wild nel mondo dei “professionisti”…
11/04/2013