Il quarto disco pubblicato da Ty Segall arriva sulla scrivania: sarà arrivato finalmente il momento di fare sul serio (qualsiasi cosa questo voglia dire)? “There’s a problem with my brain”: a quanto pare no. Condannato a rivestire i panni dell’artista californiano trasandato, anche se Laguna Beach è ormai posto per turisti e speculatori immobiliari e l’ultimo hippie tossico se n’è andato dieci anni fa, Segall raccoglie i compari della tribù – tra i quali il solito Mikal Cronin e Brigid Dawson dei Thee Oh Sees – e sembra strizzare l’occhio a Beatles e Nirvana in egual misura (“Thank God For Sinners”).
Il discorso potrebbe finire qui: lo allunghiamo con lo sghembo intermezzo acustico di “Gold On The Shore”, gli sberleffi e il riff imperioso di “Inside Your Heart”, i più leggeri e balneari motivi anni 60 di “Love Fuzz” e “Would You Be My Love”.
Ma il sospetto è che, senza l’aura che circonda Ty e chi gli sta intorno, senza le interpretazioni effettivamente da last night on Earth, della sua epopea giovanilista rimarrebbe davvero poco.
20/10/2012
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