“Absolute II”, atto finale della trilogia “Thank Your Parents” (iniziata con “Preteen Weaponry” e proseguita con “Rated O”, due lavori controversi anche se non privi di interessanti segnali di rinnovamento) è un epilogo oscuro e monolitico, fatto di lunghe, spettrali dissertazioni in bilico tra musica post-industriale e ambient inacidita, a confermare un periodo di costante metamorfosi per la formazione newyorkese.
Minimalismo sfiancante ed esoterico, pronto a raccogliersi dentro sinistre oasi post-atomiche (“Pre_Human”) o tra le pieghe di una concret-music gassosa nella quale la voce è ormai ridotta a un cigoloio androide, oltre che pregna di un terrore occulto (“Horizon”), il suono di “Absolute II” vira decisamente verso lidi non-rock, esaltando la possibilità di lavorare materia informe e, a suo modo, scostante. In tal senso, la trilogia non ha fatto altro che evidenziare un progressivo allontanamento dalle originarie forme musicali della band, che, almeno in questo, dimostra di voler continuare a sperimentare, accettando anche il rischio di risultati incerti.
Ascoltando "Absolute II", bisognerà, quindi, ripensare al contesto complessivo, riandando con la memoria ai primi due “episodi” e ottenendo, in questo modo, una visione d’insieme più compiuta. Solo così, queste magmatiche e caliginose trasfigurazioni sonore potranno manifestare la loro essenza ultima.
Si chiarirà, quindi, anche il significato dell’ermetica e glaciale “Gray Area”, in cui le rade esplosioni chitarristiche e un’atmosfera complessivamente impenetrabile sembrano voler mediare tra “Suffer Bomb Damage” dei Dead C e una qualsiasi cartolina dall’inferno dei Winter. Questi Oneida, così ermetici e angosciati, culminano nella funerea title track, ultimo avamposto della disperazione.
Da questo non-luogo, potrebbero scaturire pagine musicali di un certo interesse.
19/06/2011
La band di Brooklyn al primo atto di una complessa trilogia
I paladini della psichedelia americana del 2000 si cimentano con un album triplo
La band americana prosegue nel solco di un sound libero e inquieto
Il ritorno della band newyorkese, tra sperimentazione rock e punti di fuga elettronici
A quattro anni dal loro ultimo disco, il quintetto newyorkese torna con uno dei suoi lavori più solidamente rock
Il ritorno delle visioni psych-kraut-rock della navigata formazione newyorkese, nel solco dei brani più accessibili del suo precedente lavoro
Canzoni del trio milanese che erano rimaste laterali, escono dall'ombra e trovano un tetto confortevole
Secondo convincente lavoro per una delle stelle nascenti del pop inglese
Tra bassi, ombre e silenzio: il debutto più magnetico della nuova ambient dub
La band inglese passa dalla West Coast al Cosmic Country
Propulsivo Ep pubblicato in corrispondenza dell'esibizione della producer ucraino-canadese al Coachella
Il trio-drone metal canadese si conferma come realtà imprescindibile
A distanza di pochi mesi dal loro atteso ritorno, i pionieri del metalcore pubblicano un nuovo album
Eric D. Johnson rimette in piedi il trentennale progetto