MARY COUGHLAN - The House Of Ill Repute

2009 (Rubyworks)
cabaret-jazz-pop

Nonostante negli anni 80 il suo nome ebbe una certa risonanza tra i critici, l’irlandese Mary Coughlan è uno di quei nomi che l’industria e il pubblico hanno dimenticato in fretta, il suo stile malsano e ricco di atmosfera appartiene alla tradizione dei pub irlandesi più che ai locali fumosi e vissuti del blues americano.

Capace di conciliare brani tradizionali con perle del nuovo cantautorato, Mary Coughlan è riuscita a ridare nuove vesti a una musica spesso relegata a un passatempo per critici annoiati e oltranzisti del classico bel sound. Mary non cavalca le ambizioni del mainstream: le pulsioni moderne  percepibili nella rilettura di brani di Elvis Costello, Rolling Stones, Mark Nevin si amalgamano con la rilettura di Billie Holiday e Peggy Lee.

Mary non è una sofisticata cantante per maschiacci che sfogano la loro solitudine con fumo e alcool, Mary fuma, beve, sconfigge la noia con la lussuria corporea, trascina i sensi nello sconveniente, scalfisce l’ascoltatore senza fargli percepire i graffi, non intrattiene il suo pubblico ma si confonde con esso.

Un concept-album, “The House Of Ill Repute”, le stanze della casa del malaffare sono tasselli della vita vissuta e osservata da Mary Coughlan, la voce seducente e flebilmente ruvida si libra su orchestrazioni lussuose, ricche di inventiva, che sposano il suono rock con il jazz e i quartetti d’archi; il tutto realizza uno dei più originali album di musica da cabaret europeo.

Mary Coughlan possiede una versatilità che le permette di passare da Kirsty MacCool ai Joy Division senza incertezze, ed eccola perdersi tra le atmosfere decadenti del piccante valzer  “Pornography” con una grazia e una leggiadria senza uguali, oppure confondere gli ormoni del pubblico nella classica “ Some Cats Know”, per poi aggiungere dell’humor grottesco in “Bad”, che si segnala anche per lo splendido arrangiamento in stile dixieland.

 

La varietà stilistica dei brani è sottolineata dalla ricca strumentazione coinvolta negli arrangiamenti: double-bass, clarinetto, piano, fisarmonica rendono esclusivi anche i momenti più classici, come le deliziose ballad “Sleep On It” e “Mary Mary”.

Pian piano che si entra nelle stanze successive di “The House Of Ill Repute”, la musica si fa più intensa e notturna, dopo il moderno slow-blues di “In Your Darkened Room” e il suggestivo rock irlandese di “Moon In A Taxi Car”, arrivano le vere perle dell’album: la prima è “Antarctica”, l’unico brano che svela anche il lato folk dell’artista irlandese, alcune cornamuse plasmano atmosfere suggestive, mentre altre creano un drone inquieto e malsano che rimarca l’ingiurioso testo, che ha attirato critiche e disappunto da parte di alcuni ascoltatori (“you lying bastard, whoring fraud/ you rotten stinking cheat”).

“Whore Of Babylon” sposta l’oltraggio sulla stessa Mary, che svela le sue debolezze e le sue perversioni su robusti ritmi etnici e scampoli hard-rock che rimandano alla Marianne Faithfull di “Broken English”, il sipario cala con l’altrettanto incantevole “Tango”, che chiude con classe uno dei più interessanti album della Coughlan.

Oscura, sofferta, ironica, la proposta dell’artista irlandese dona più di una emozione e alleggerisce l’attesa del prossimo album, che conterrà cover di Neil Young, Blue Nile e Nick Drake. “The House Of Ill Repute” è un disco destinato ad accompagnare le vostre serate insieme a un buon boccale di birra, ma quello che non sazierà sarà la vostra sete di musica. 

17/12/2009

Tracklist

  1. 1. The House Of The Ill Repute
  2. 2. Sleep On It
  3. 3. Bad
  4. 4. Pornography
  5. 5. Love Is Extra
  6. 6. Mary Mary
  7. 7. Tootsies
  8. 8. In Your Darkened Room
  9. 9. Some Cats Know
  10. 10. Moon In A Taxi Car
  11. 11. Antarctica
  12. 12. Whore Of Babylon
  13. 13. Tango

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