BOO HEWERDINE - God Bless The Pretty Things

2009 (Navigator)
songwriter

L’album dei Bible “Walking The Ghost Back Home” – uno dei dischi di culto del pop inglese degli anni 80, salutato dalla critica come il matrimonio perfetto tra l’urgenza degli Smiths e la raffinatezza dei Steely Dan – era frutto del talento di Boo Hewerdine. 

Artista dalla scrittura chiara e decisa, dopo il mancato successo con il secondo album dei Bible, “Eureka”, e archiviate alcune delle più belle canzoni degli anni 80 (“Honey Be Good”  una delle “31 Songs” preferite da Nick Hornby e “Last Cigarettes” resa celebre da K.D. Lang), concentra la sua carriera sull'attività solista.

 

Una serie di album sempre delicatamente sulle righe del pop acustico e una lista infinita di collaborazioni (circa settanta!) consegnano lo status di figura di culto al musicista che dopo due mini-album (“Toy Box 1 & 2”)  ritorna con un disco e una vera e propria band (la prima dai tempi dei Bible).

Tra i musicisti fa piacere ritrovare una vecchia conoscenza come Justin Currie dei Del Amitri e gran parte della band di Eddi Reader. Più organico e corposo, “God Bless The Pretty Things”, è un altro delicato capitolo della discografia di Boo Hewerdine destinato a soddisfare le aspettative dei fan ma poco adatto a raccogliere nuovi consensi.

Il tono estremamente confidenziale e confortevole rende l’ascolto piacevole ma mai convolgente, Boo preferisce ammorbidire i toni della sua proposta senza osare soluzioni ardite e innovative e affida tutto alla qualità delle composizioni.

Romantiche e sofisticate, le nostalgiche ballate raccontano di un passato ormai lontano, “Geography”, o di luoghi della memoria ricchi di emotività, “In Paris After The War”; le canzoni scorrono senza turbare, quasi fossero un antidoto alla frenesia moderna.

Leggere influenze jazz accompagnano le note di “Silver Wings” e soprattutto di “Rags”, che si segnala  come una delle più intense composizioni dell’autore.

Altra punta di diamante è ”Sleeping Lions”, una country song suadente e amabilmente ruffiana, mentre “Muddy Water” riconsegna le atmosfere dei Bible con la stessa incisività e classe.

Il resto scorre con ingenua semplicità tra le atmosfere celtiche di “New Year’s Eve” e gli eleganti momenti intimi di “Soul Mate” e “You and Me”.

“God Bless The Pretty Things” conferma le buoni doti di Boo Hewerdine senza aggiungere o togliere nulla.

17/12/2009

Tracklist

  1. 1. Geography
  2. 2. Muddy Water
  3. 3. Sleeping Lions
  4. 4. New Year’s Eve
  5. 5. Rags
  6. 6. It’s A Beautiful Night
  7. 7. In Paris After The War
  8. 8. Soul Mate
  9. 9. Silver Wings
  10. 10. I Almost Said Goodbye
  11. 11. You and Me

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