Murder Capital

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Post-punk contro le paure

intervista di Michele Corrado

Aggiungendo sfumature dark e dramma al sound di band come Idles e Fontaines D.C., nonché beneficiando della saggia produzione di un titano come Flood, il debutto dei Murder Capital, “When I Have Fears”, ha fatto conquistare ai giovani dublinesi un posto di rilievo nella sempre più vivida scena post-punk. Abbiamo scambiato qualche battuta con il cantante James McGovern, tra una tappa del tour e l'altra.

Ciao James, come stai? Dove ti trovi?
Mi trovo in aereoporto in questo momento, dato che siamo in tour.

Andiamo subito al vosto acclamatissimo disco d'esordio. E' stato praticamente un plebiscito, di pubblico e critica. Vi aspettavate un'accoglienza del genere?
Sai, queste non sono cose cui pensi davvero mentre produci un disco, mentre lo scrivi e poi lo registri. Quindi, che dire, le reazioni raccolte finora sono state incredibili. L'amore che sentiamo ogni volta che saliamo su un palco, poi, quello non smette mai di meravigliarci. È meraviglioso.

La morte di un vostro caro amico ha segnato profondamente “When I Have Fears”. La scaletta sembra quasi evolversi come l'elaborazione del lutto, passando attraverso diversi stadi: rabbia, depressione, ancora rabbia, spiragli di luce. E' un effetto voluto?
Il lavoro di posizionamento in scaletta dei brani è stato molto preciso, c'è una ragione dietro ogni scelta, è sicuramente un aspetto su cui ci siamo soffermati molto. Quindi devo dire che il fatto che tu ci veda qualcosa del genere è per noi un successo. Ad ogni modo, qualsiasi cosa tu ci veda è giusta.

When I Have Fears”. Cosa sono per te le paure? Certamente una grande ispirazione, ma cos'altro?
Sì, le paure sono un'ispirazione. La mia più grande paura è deludere chi amo, non esserci per le persone cui voglio bene quando queste hanno bisogno di me.

Mentre il resto del disco si mantiene saldo su coordinate post-punk, “How The Streets Adore Me Now” suona invece come il lavoro di un crooner romantico di un fumoso cabaret. Che tipo di musica ha ispirato la canzone?
Beh, io adoro ad esempio i Sigur Ros e i Mum, che sono sicuramente un'influenza. Alcune canzoni di Leonard Cohen mi ricordano “How The Streets Adore Me Now”, più specificamente quelle di “Songs Of Love And Hate”.

Il punk non muore mai, ma oggigiorno sembra particolarmente in forma, con band come voi, gli Idles, o gli Shame, che lo stanno riportando sui palchi dei migliori festival del mondo. Come mai il punk è di nuovo così interessante?
In verità, non so quanto possiamo davvero essere considerati punk, non strettamente perlomeno. Probabilmente è a causa della nostra attitudine. Io credo anche che si stia iniziando ad abusare della parola, tanto che personalmente non so più bene cosa significhi. Ad ogni modo, questo sound che sta emergendo ora, che unisce noi e le band che hai citato, è assolutamente correlato all'attuale panorama politico. Per questo è così interessante.

Ora come ora, Dublino sembra il posto dove andare, se si è in cerca di grande musica alternativa. Grazie a voi e ai Fontaines D.C. numerose classifiche di fine anno passeranno per la città. Com'è questa scena così florida, vista dall'interno?
Sì, la scena dublinese, ma più largamente quella irlandese, è fantastica. E' una scena in cui la maggior parte di noi si conoscevano prima di avere successo, così che c'è un'atmosfera davvero adorabile. Noi siamo davvero vicini ai Fontaines D.C. ad esempio, li sento di continuo.

Nonostante il vostro disco sia stato prodotto da un'etichetta piuttosto piccola, ha potuto beneficiare della produzione di Flood, un signore che ha messo mano in numerosi capolavori della new wave. Com'è stato lavorare con lui?
È stato un grandissimo piacere. Con lui abbiamo esplorato ogni singola, piccola crepa del disco. Quando siamo usciti dallo studio, non solo avevamo un disco, ma conoscevamo noi stessi meglio di quando siamo entrati. Lui è una persona fortemente empatica e, ora, un grande amico.

Proverbialmente, una band come la vostra dovrebbe preferire la dimensione live a quella in studio, ma le vostre canzoni sono così piene di dettagli che sembrate molto a vostro agio anche quando registrate.
Personalmente non saprei scegliere, amo entrambe le dimensioni. Per motivi diametralmente diversi.

Non mi pare voi abbiate mai suonato in Italia, giusto?
Non ancora, purtroppo. Spero davvero di poterlo fare molto presto.

Ciao James e grazie mille.
Grazie a te, ciao (in italiano).

Discografia
When I Have Fears (Human Season, 2019) 7,5
pietra miliare di OndaRock
disco consigliato da OndaRock

Video

Green And Blue
(da When I Have Fears, 2019)

Don't Cling To Life
(da When I Have Fears, 2019)

 

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