19/07/2022

Editors

Balena Festival, Genova


di Cristiano Orlando
Editors

Era il febbraio 2020, all’immediata vigilia dell’emergenza pandemica, quando gli Editors calcarono per l’ultima volta il suolo italico per un trittico di concerti (uno a Roma e due a Milano) che decretò la coda finale del tour promozionale dell’album “Violence”.
Non è un azzardo affermare che da quei giorni di acqua sotto i ponti ne sia passata davvero molta. Un lasso di tempo che Tom Smith & C. hanno utilizzato per lavorare su nuovo materiale e ufficializzare l’ingresso stabile in formazione di Benjamin John Power aka Blanck Mass, stimato compositore e produttore di musica elettronica, salito alla ribalta con il duo tribal-techno Fuck Buttons, già collaboratore della band di Birmingham in occasione del citato “Violence” del 2018 e soprattutto nella profonda revisione di quegli stessi brani proposta in "The Blanck Mass Sessions" del 2019 .
L’impasse si è interrotto in quel di Genova e più precisamente nel corso della sempre gustosa e collaudata kermesse del Balena Festival. La location del Porto Antico del capoluogo ligure è davvero suggestiva, con uno sfondo invidiabile e un’area food/drink che completa lo scenario nel migliore dei modi.

 

La serata si preannuncia molto calda e non solo per l’elevata temperatura e l’inconsueto grado di umidità. Sui due palchi predisposti dagli organizzatori si avvicendano numerosi gruppi cosiddetti spalla: l’alt-rock dei torinesi Atlante, il sound tagliente screziato di hip-hop e stoner dei veneti Ada, il post-punk degli interessantissimi Coach Party, capitanati da Jess Eastwood.
I motori si accendono definitivamente con il set dei nostrani Post Nebbia, che fanno conoscere ai numerosi partecipanti il loro elegante indie-pop.
Quasi in perfetto orario sulla tabella di marcia, intorno alle 22,20, ecco spuntare, tra gli oscuri giochi di luci del palco principale, Tom Smith e i suoi quattro compagni d’avventura (Blanck Mass non è presente in questi set live).
Si entra immediatamente nel vivo con il nuovo singolo “Heart Attack”, brano che comparirà nel nuovo album “EBM” in uscita a fine settembre. Le complesse sonorità di cui si alimenta, una variegata miscellanea  di indie-rock, nu new wave, elettronica e gocce di psichedelia, che già avevamo avuto modo di gradire nella versione studio, si dispiegano con grande facilità dal vivo, grazie ad arrangiamenti come al solito calibrati e di forte impatto. Smith si presenta subito alla grande, in piena forma, con la sua solita voce profonda e potente che non mostra alcuna sbavatura: il miglior viatico per una serata coi fiocchi.

La scaletta piazza subitanei colpi da knock out come “The Racing Rats” e “Papillon”, inframezzati da “Bones”, uno dei brani storici preferiti da Smith e soci, quasi mai mancante nelle loro esibizioni dal vivo.
Il recupero di “Bricks And Mortar”, dal sottovalutato “In This Light And On This Evening”, è la classica ciliegina sulla torta, prima che ci si proietti verso il secondo estratto di quello che sarà il loro nuovo full length, quella “Karma Climb”, che con le sue spiccate sonorità new wave mette in risalto il peculiare apporto aggiunto dall’elettronica di Blanck Mass.
Le plumbee atmosfere di “No Harm” sono un’ulteriore gradita sorpresa della serata, con Smith che elargisce il suo invidiabile spettro vocale che si dimena alla grande tra fulminanti acuti e minimalismi baritonali.
L’ennesimo e sempre trascinante evergreen “An End Has A Start” pilota verso il vero inedito della serata, “Kiss”, futuro protagonista del nuovo lavoro del gruppo di Birmingham ma non ancora uscito come singolo sulle piattaforme digitali e già maturo per diventare un nuovo cavallo di battaglia, qui proposto dal vivo con una coda strumentale elettrowave di assoluto rilievo.
La sequenza non ha accennato alcun indugio e le canzoni sono filate ininterrotte in un lasso temporale di circa ottanta minuti, prima che la consueta pausa sindacale abbia lasciato lo spazio per gli encore finali.

Dopo un’interessante revisione acustica di “The Phone Book”, si completa la serie dei brani definibili obbligatori con “Smokers Outside The Hospital Doors” e soprattutto “Munich”, autentica gemma tratta dall’album d’esordio “The Back Room” che non ammette sentori di stanchezza anche dopo quasi vent’anni dalla sua creazione.
Il commiato è lasciato alla dolcezza di “No Sound But The Wind”, la colonna sonora del lungometraggio “Twilight – New Moon” che accompagna con intensità ai saluti finali.
Nell’unica data estiva prevista in Italia, gli Editors confermano, ancora una volta, di essere una vera e propria garanzia. E’ sempre piacevole trascorrere una serata con la loro musica, la loro classe e la carica emotiva sprigionata da ogni poro, in attesa del nuovo album “EBM” che, da quanto si è potuto carpire da queste prime avvisaglie, sembra lasciare intendere buone intuizioni.

Setlist
Heart Attack
The Racing Rats
Bones
Papillon
Frankenstein
Bricks and Mortar
Magazine
Karma Climb
Violence
No Harm
An End Has a Start
Blood
Kiss
Sugar

Encore

The Phone Book
Smokers Outside the Hospital Doors
Munich
No Sound but the Wind
Editors su OndaRock
Recensioni

EDITORS

You Are Fading Vol. 3 & 4

(2020 - PIAS)
Due raccolte di bonus e outtake del periodo 2005-2010, già contenute nel boxset "Unedited"

EDITORS

You Are Fading Vol. 1 & 2

(2020 - PIAS)
Due raccolte di bonus e outtake del periodo 2005-2010, già contenute nel box-set "Unedited"

EDITORS

The Blanck Mass Sessions

(2019 - PIAS)
Sette brani di "Violence" più l'inedito "Barricades", nelle versioni inizialmente concepite con ..

EDITORS

Black Gold

(2019 - PIAS)
Dopo quindici anni di carriera e sei album, prima retrospettiva arricchita da otto tracce unplugged

EDITORS

Violence

(2018 - Pias)
Sesta convincente prova discografica per una band in continuo movimento

EDITORS

In Dream

(2015 - Pias)
Il deciso ritorno verso atmosfere wave nel quinto album della band di Tom Smith

EDITORS

The Weight Of Your Love

(2013 - Pias)
Quarto album per la band di Birmingham che si apre definitivamente all'arena (wave) rock

EDITORS

In This Light And On This Evening

(2009 - Pias)
Per il terzo album la band britannica sterza decisamente in territori synth-pop

EDITORS

An End Has A Start

(2007 - Kitchenware)
Dopo "The Back Room", ancora umori torvi per i quattro di Birmingham

EDITORS

The Back Room

(2005 - Kitchenware / Self)
Il debutto a tinte fosche della band di Birmingham, nel solco dei Joy Division

News