Il presidente Emmanuel Macron ha dichiarato di voler candidare la musica elettronica francese - identificata con il cosiddetto French touch - come patrimonio culturale immateriale dell’umanità secondo l’Unesco. In un’intervista a Fréquence Gaie, il capo dell'Eliseo ha fatto riferimento al riconoscimento recentemente concesso alla techno berlinese, aggiunta alla lista Unesco nel 2023: “Lo faremo anche noi - ha detto, come riportato da Euronews - Amo la Germania, sapete quanto io sia pro-europeo. Ma non dobbiamo prendere lezioni da nessuno. Siamo noi gli inventori dell’elettronica. Abbiamo il French touch".
L’Unesc protegge tradizioni artistiche e culturali che le comunità riconoscono come parte del proprio patrimonio: anche il reggae giamaicano, il mariachi messicano e la rumba cubana hanno ottenuto in passato questo riconoscimento. In ambito francese, già presenti nella lista sono, ad esempio, il Gwoka (canto e danza tipici della Guadalupa) e l’arte musicale dei corni, nota per la tecnica di controllo del respiro e del vibrato.
Il contributo del cosiddetto French touch alla musica elettronica degli ultimi decenni è stato decisivo. Il movimento francese rivoluzionò il genere, a cavallo tra gli anni 90 e Duemila, con una nutrita schiera di artisti: dalle atmosfere retrofuturiste degli Air ai party robotici dei Daft Punk, da pionieri della console come Laurent Garnier, Dimitri from Paris, Cassius, Motorbass, Sebastién Tellier e Kavinsky a band che hanno mescolato le radici house con sofisticate trame electro, pop e lounge, da St Germain a M83, da La Femme a Le SuperHomard. Tutti protagonisti di una scena che ha avuto un impatto globale, tanto culturale quanto stilistico.
Tra tutti gli artisti francesi, i Daft Punk restano l’emblema assoluto del French touch. Il duo, formato a Parigi nel 1993 da Thomas Bangalter e Guy-Manuel de Homem-Christo, ha saputo fondere house, funk, techno, synth-pop e disco in uno stile inconfondibile, dando vita ad album leggendari come "Homework" (1997) e "Discovery" (2001). L’ultimo lavoro in studio è stato l'altrettanto memorabile "Random Access Memories" (2013), trascinato dal successo planetario di "Get Lucky". La loro separazione è stata ufficializzata nel 2021 con un video intitolato "Epilogue", nel quale uno dei due “robot” si autodistruggeva mentre l’altro si allontanava nel deserto.
L’iniziativa di Macron si inserisce così in una volontà politica di riconoscere ufficialmente il valore culturale della musica elettronica francese, non solo per la sua influenza stilistica ma anche come parte identitaria del paese.