I Gorillaz hanno condiviso un nuovo brano, "The God Of Lying", singolo che arricchisce la mitologia del collettivo virtuale grazie alla presenza di Joe Talbot, frontman degli IDLES. Si tratta del terzo estratto da "The Mountain", l’album in uscita il 20 marzo 2026 per l’etichetta KONG, dopo "The Happy Dictator" (con gli Sparks) e "The Manifesto" (con Trueno e, postumo, Proof dei D12). Inciso tra Londra, il Devon e Mumbai, il brano trova il suo baricentro nel contrasto tra la scrittura sinuosa di Damon Albarn e la forza abrasiva della voce di Talbot, con versi amari ("Are you happy with your housing? Are you climbing up the walls?") e un ritornello provocatorio: "Running to the exit, with a huge grin on my face/ Screaming, hope is behind, and I want to get high". Ascolta "The God Of Lying" qui sotto.
Il brano consolida i temi portanti di "The Mountain": il lutto, la frattura politica, l’urgenza di un significato possibile. "Dubitare è stancante, ma mettersi in discussione fa bene", ha commentato 2D. Il singolo era stato presentato in anteprima a settembre, durante lo show "phone-free" House Of Kong a Londra, parte delle celebrazioni per i 25 anni della band, accompagnate anche da una mostra immersiva dedicata al loro universo visivo. L’album nasce da un periodo segnato dal dolore privato per la scomparsa dei padri di Albarn e Jamie Hewlett, e da una esperienza spirituale maturata nei viaggi in India. "Ho portato le ceneri di mio padre nel Gange. È stato bellissimo", ha raccontato Albarn. La lista degli ospiti conferma l’ampiezza del progetto: insieme a Talbot, figurano Black Thought, Omar Souleyman, Asha Puthli, Gruff Rhys, Paul Simonon, Johnny Marr, Yasiin Bey e Anoushka Shankar, oltre a presenze postume come Dennis Hopper, Bobby Womack, Dave "Trugoy" Jolicoeur (De La Soul), Tony Allen e Mark E. Smith dei The Fall, accreditati collettivamente come "Voices from Elsewhere".
Dopo l’annuncio delle date primaverili tra Regno Unito e Irlanda, il The Mountain Tour approderà anche in Italia con due appuntamenti estivi. I Gorillaz saranno tra gli headliner internazionali della quinta edizione de La Prima Estate, il festival di Lido di Camaiore, in programma al Parco Bussola: si esibiranno il 27 giugno, un giorno dopo Nick Cave & The Bad Seeds (26 giugno, unica data italiana) e un giorno prima dei Twenty One Pilots (28 giugno, unica data italiana). Quindi, replicheranno sabato 25 luglio 2026 in Piazza Unità d’Italia a Trieste. Gli show, anticipati dalla partecipazione al Primavera Sound 2026, promettono l’abituale ibrido tra performance, animazione e immaginario visuale, con 2D, Murdoc, Noodle e Russel Hobbs al centro della scena. L’ultima apparizione italiana dei Gorillaz risale al 2022.
Creati dal musicista Damon Albarn (Blur) e dall’artista Jamie Hewlett, i Gorillaz sono formati da 2D (voce), Murdoc Niccals (basso), Russel Hobbs (batteria) e Noodle (chitarra). Vincitori di Brit e Grammy Awards, i Gorillaz hanno rivoluzionato il concetto di band musicale fondendo suono, arte e tecnologia, in un progetto visionario che ha segnato un’epoca. Con otto album all’attivo – “Gorillaz” (2001), “Demon Days” (2005), “Plastic Beach” (2010), “The Fall” (2011), “Humanz” (2017), “The Now Now” (2018), “Song Machine: Season One – Strange Timez” (2020) e “Cracker Island” (2023) – la band ha conquistato le classifiche di tutto il mondo, collaborando con artisti del calibro di Elton John, Little Simz, MF Doom, Grace Jones, Jean-Michel Jarre, Kali Uchis, slowthai, Sidiki Diabaté e molti altri. Le recenti esibizioni londinesi per celebrare i 25 anni dei Gorillaz hanno ottenuto recensioni entusiastiche dalla stampa britannica. Il nuovo album in studio, “The Mountain”, aprirà un nuovo capitolo nella storia della band che ha saputo trasformare la musica in una forma d’arte visiva e narrativa senza precedenti. A completare il clima di rinnovata attenzione attorno al progetto, una recente intervista a Rolling Stone in cui Albarn ha rivelato un dettaglio curioso sul debutto della band: il falsetto che caratterizzava i brani della prima fase dei Gorillaz, ha ammesso, era in parte figlio delle droghe assunte in quel periodo.