Milva

Milva e dintorni

1982 (Ricordi) | new wave, synth-pop

Teatro e musica in un amplesso magico. È la visione metaforica al cospetto dell'arte impareggiabile di Milva. Considerata la più grande interprete di Astor Piazzolla ("Live At The Bouffes Du Nord"), tanto da meritarsi la sua "Ave Maria", la Pantera di Goro ha illuminato teatri, arene e televisori, bucando gli sguardi ed estasiando i timpani in una carriera lunghissima e semplicemente irripetibile. Da Brecht, "Milva canta Brecht" del 1971 e "Milva canta un nuovo Brecht" del 1989, con direzione del fidato Giorgio Strehler, alle collaborazioni con Luciano Berio ("La vera storia") ed Enzo Jannacci ("La Rossa"), passando per la rilettura di Edith Piaf nel magnifico "Milva canta Edith Piaf" del 1970 e le poesie scritte per lei dall'amica di sempre Alda Merini, la cantante da 80 milioni di dischi venduti in tutto il mondo ha incantato intere generazioni.

Mezzosoprano di formazione lirica, Milva si è esibita praticamente ovunque, sui palchi della Scala, del Piccolo Teatro di Milano (di cui è stata matrona indiscussa per più di trent'anni), dell'Opéra di Parigi, dello Schauspielhaus di Zurigo, della Konzerhaus di Berlino, del Concertgebouv di Amsterdam, del Palau de la Musica Catalana di Barcellona. Diversi i dischi in carriera degni di un posto tra le pietre miliari della musica popular del Novecento, tutti sparsi soprattutto a cavallo tra i 70 e gli 80, come i tedeschi "Auf den Flügeln bunter Träume" del 1977 e "Ein Dankeschön All Meinen Freunden” del 1981, o i sopracitati "La Rossa" e "Milva canta Brecht". In particolare quest'ultimo, opera tanto magniloquente quanto complessa.
Ebbene, nel ventaglio delle meraviglie "Milva e dintorni" finisce per convogliare le sue ineguagliabili doti di musa e cantrice. Per l'occasione è un ispiratissimo Franco Battiato il Cicerone a cui affidarsi per dare vita a un album nel quale alternare la maestria della teatrante colta acquisita sui palchi più importanti del pianeta e il suo voler anche essere una cantante pop impegnata ma non troppo. Ci si perde così tra "le donne di un tempo, dai ritmi lenti, nei riti di casa, aspettando i parenti, che nei giorni di festa fingevano vera emozione" ("Le donne") e quelle che respirano il silenzio "nelle sere d'estate quando non puoi sentire neanche il suono del mare" ("Il silenzio").

Mentre nelle parole traspaiono nodi da sciogliere, paure inconfessabili e i desideri da esorcizzare di una donna piena di vita, le musiche e gli arrangiamenti creano a loro volta un'alchimia melodica e ritmica coesa in ogni istante, grazie anche alla presenza di musicisti come Filippo Destrieri (tastiere), Flaviano Cuffari (batteria), Paolo Donnarumma (basso) e il divino Alberto Radius (chitarra). Franco Battiato e Giusto Pio pongono una formidabile squadra al servizio della rossa indomabile della nostra canzone, dando vita a nove affreschi new wave. Con "Energie" di Giuni Russo, presente peraltro ai cori nell'introduttiva "Alexander Platz", e l'omonimo di Alice, "Milva e dintorni" forma a mani basse una triade unica di capolavori supervisionati e composti da Battiato. Tre autentiche sirene alla corte del compositore siciliano in quelli che restano forse i suoi anni più raggianti e melodicamente più ispirati.

Nove canzoni, dunque. Ad aprire le danze, è la famosissima "Alexander Platz". Una canzone a suo modo politica, nata come riadattamento di "Valery", brano composto dal cantante e attore di Lanciano Alfredo D'Aloisio, in arte Alfredo Cohen, con la collaborazione degli stessi Battiato e Pio, dedicato in origine a una giovane transessuale, Valérie Taccarelli, che Cohen conobbe in quegli anni a Bologna. Tre anni dopo il testo fu stravolto da Battiato ispirandosi alla Alexanderplatz, importantissima piazza di Berlino Est, metropoli all'epoca ancora tranciata in due dal Muro, e infine affidato a Milva con l'intento di esaltare al meglio il ritornello assente in origine. Un successo immediato che la renderà in futuro uno dei suoi cavalli di battaglia più amati.

La successiva "Aeroplano" è al contrario un'ode alla gioia, un vero e proprio inno alla libertà, alla necessità di evadere magari salendo a bordo di un aereo, scoprendo quindi di volta in volta ogni angolo del pianeta. Prende forma anche il solito alternarsi di versi in inglese e italiano in pieno stile Battiato ("Dall'aeroplano si vede il mondo piccolo e lontano/ Uh che strano!/ Nord geografico, Nord magnetico va/ Dalla torre di controllo la rotta/ Austrian, Canadian, Bergamasc air lines/ Iran air, TWA, Pan American/ Austrian, Canadian, Bergamasc air lines/ Iran air, TWA, Pan American"). Dal sogno di volare via da un continente all'altro, alle proteste contro la guerra di "Poggibonsi", canzone scritta per ricordare la città di Poggibonsi liberata dal nazifascimo il 18 luglio del 1944, dopo dieci giorni di lotte senza quartiere. È un altro miracolo di Battiato, che in qualche maniera strizza l'occhio a "Lettera al Governatore della Libia", opening track del sopracitato "Energie", sia per struttura che testo: "L'ultimo giorno di liberazione/ Vedemmo i guerriglieri del Bengala/ Sfilare come bellezze/ Al bagno a Cesenatico/ Che voglia avevo di tornare a casa/ Per ridere e scherzare come un tempo".

Le prime note orientaleggianti di "Non sono Butterfly" definiscono quel magnetismo esotico inseguito da Battiato, mentre "A cosa pensi" rammenta ricordi, errori, pianti e malinconie di una vita, prima che il basso frizzante di "Tempi moderni" detti appunto i tempi tra un passo lento e uno scatto improvviso. Milva canta per tutto il tempo come una Dea che domina il buio della notte, parafrasando per l'appunto Piazzolla che definì la sua voce "profonda come la notte".

Dai campi di sterminio
Che questa civiltà produce
Senza tregua né pudore
Mentre la gente dorme
Ci sarà, non saranno giorno d'armistizio
Resterà, non resteranno gioie né dolori
Le volte che mi pesa
Anche l'aria che respiro
Tu come mai non senti nostalgia
Di quando dormivamo insieme?
Quando eravamo giovani!

Milva si è ritirata dalle scene nel 2011 a causa dei gravi problemi di salute che le impedivano di esibirsi ed è venuta a mancare all'età di 81 anni il 24 aprile del 2021, guarda caso un giorno prima del 25 aprile, quel giorno a lei tanto caro, simbolo di una liberazione al centro sempre e comunque della sua irraggiungibile dimensione artistica e dei suoi divini dintorni.

(13/06/2021)

  • Tracklist
  1. Alexander Platz
  2. L'aeroplano
  3. Poggibonsi
  4. Non sono Butterfly
  5. Tempi moderni
  6. A cosa pensi
  7. Le donne
  8. La passione secondo Milva
  9. In silenzio
Milva on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.