Mars Volta

De-loused In The Comatorium

2003 (Universal) | progressive

Prima di iniziare a parlare nello specifico di "De-Loused In The Comatorium", è bene fare una piccola premessa storica riguardante i membri di questa band, nello specifico Cedric Blixer e Omar Rodriguez: fondatori assieme a Jim Ward degli At The Drive-In, formazione che negli anni Novanta è stata capace di coniugare emo, hardcore e rock, in una soluzione di grande valore. Soluzione che raggiunse il suo apice nello splendido "Relationship Of Command".
Dalla disgregazione degli At The Drive-In nel 2001 nascono gli Sparta di Jim Ward, Hajjar e Hinojos e i Mars Volta di Blixer e Rodriguez. Non mi perderò in inutili paragoni tra le due band, fin troppo differenti perché siano equiparate.

Veniamo dunque al disco in questione. "De-Loused In The Comatorium" esce nel 2003 come primo Lp dei Mars Volta, e colpisce diretto alle orecchie. Una breve introduzione ci porta subito nel vivo dell'album, "Inertiatic Esp" attacca l'ascoltatore con una grandissima spinta ritmica, un furore hardcore che si unisce con la voce di Blixer intenta a stendere melodie sopra questa energica furia. Furia che si affievolisce verso lidi più psichedelici e sognanti ma sempre irrequieti, lasciando intravedere le prime derive extra hardcore che allontanano i Mars Volta dal loro passato, per poi riesplodere e finalmente adagiarsi in un outro crepuscolare che conduce verso la successiva "Roulette Dares".
È probabilmente questo il pezzo più significativo dell'album, la summa di tutte le influenze musicali della band condensate in un pezzo di sette minuti che unisce hardcore, ritmi latini, psichedelica e venature progressive, Blixer con il suo particolare timbro di voce urla tutto il suo dolore trasmettendo una forte sensazione di disagio, oppure culla l'ascoltatore in ambientazioni più notturne, la chitarra di Rodriguez si produce in crescendo sonici o in dolci melodie supportata da una sezione ritmica (Theodore e Alderete) tanto indiavolata quanto precisa e delicata, capace di dipingere scenari paranoici grazie anche ad un lavoro eccelso di Owens alle tastiere.

"Tira Me A Las Ananas" è un breve espediente strumentale che ci porta a "Drunkship Of Lanterns", vero e proprio omaggio alle radici centro americane dei componenti del gruppo, ritmi e percussioni latine sapientemente fuse con accelerazioni hc danno prova di un buon eclettismo, purtroppo limitato da una struttura sempre uguale da canzone a canzone, che alla lunga può risultare noiosa e che rappresenta la più grande pecca di questo album.

Il dubbio infatti si instaura nelle orecchie di chi ascolta "De-Loused". Ci si chiede se i ragazzi, che danno frequentemente prova di ottime qualità musicali, non avessero potuto cercare soluzioni più eterogenee, contribuendo così a rendere migliore un album che già strutturato in questa maniera risulta molto interessante ma che insiste troppo sullo stesso modello.
Ma proseguiamo con il disco.

Al numero sette ci si presenta il brano più lungo dell'album, "Cicatriz Esp" (12' 28"), bellissima dilatazione di tutte le idee del gruppo, ogni influenza ha il suo giusto spazio. Viene lasciata libera la vena progressiva\psichedelica che attraversa tutto l'album, e che nel corpo centrale della canzone viene sublimata splendidamente, senza cadere in cliché fin troppo abusati, mantenendo sempre in tensione l'ascoltatore anche quando il suono si riduce a semplice sospiro di suoni elettronici e strumenti nascosti sotto montagne di effetti, per tornare poi verso le proprie origini: la batteria disegna gli spazi infiniti del Messico, la chitarra e le tastiere ne dipingono la malinconia, che traspare per tutta la durata del disco, e che qui viene suggellata in una jam che sembra incisa in totale trance. Poi d'improvviso torna la voce di Cedric e ci conduce al termine di questa splendida canzone.

Volge quindi al termine l'album, e nel trittico finale si fa notare la dolce "Televators": ballata che cresce tra intrecci di tastiere, chitarra e percussioni latine che stendono una morbida base sonora che raggiunge il suo climax nel finale della canzone.
"De-Loused In The Comatorium" è in definitiva un buon album, ricco di idee e divertente, ma rimane poco compiuto. Vengono mostrate notevoli intuizioni che però restano colpevolmente sospese. Aspettiamo la seconda prova.

(29/10/2006)

  • Tracklist

1 Son Et Lumiere
2 Inertiatic Esp
3 Roulette Dares (The Haunt Of)
4 Tira Me A Las Aranas
5 Drunkship Of Lanterns
6 Eriatarka
7 Cicatriz Esp
8 The Apparatus Must Be Unearthed
9 Televators
10 Take The Veil Cerpin Taxt

Mars Volta su OndaRock
Recensioni

MARS VOLTA

Noctourniquet

(2012 - Warner Bros.)
L'ennesimo florilegio di apoteosi e tonfi repentini della formazione guidata dalla coppia Rodríguez-López/Bixler-Zavala ..

MARS VOLTA

Octahedron

(2009 - Mercury Records)
Quinto disco della band americana, una sorta di outtakes da "The Bedlam In Goliath" ..

MARS VOLTA

The Bedlam In Goliath

(2008 - Universal)
Il ritorno del controverso duo ispano-texano, tra luci e ombre

MARS VOLTA

Amputechture

(2006 - Gsl / Universal)

MARS VOLTA

Frances The Mute

(2005 - Universal)

News


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.