L'inarrestabile smania di pubblicare album, che da tempo contraddistingueva la carriera solista di Omar Rodriguez-Lopez, pare ora essersi definitivamente estesa all'esperienza Mars Volta, che ad un anno di distanza da “The Bedlam In Goliath” consegna alle stampe il suo quinto full-lenght, il quale potrebbe quasi essere scambiato per una raccolta di scarti del suddetto – che ne avrebbero di certo appesantito ulteriormente la mastodontica mole. Lo testimonia anche la qualità di alcuni brani un poco autoreferenziali ("Desperate Graves", il furibondo singolo di lancio "Cotopaxi", "Copernicus"), che invece di riproporre in nuova guisa la camaleontica formula del gruppo ne segue le orme senza troppo sforzo.
La ballata introduttiva "Since We've Been Wrong" e la delicata atmosfera neo-folk/progressiva di "With Twilight As My Guide" sono gli unici due momenti convincenti (e perché no, emozionanti) di una release che si divide tra buon mestiere – carattere vincente della formazione, ad oggi mai del tutto fallimentare – e l'accidia artistica di chi, pur non avendo reale necessità di vendere altri dischi, desidera nutrire in tutta fretta la propria discografia, far sentire una "presenza scenica" costante al suo pubblico. Si spera di tutto cuore che “Octahedron” sia solo un gradino minore dell'inusuale storia musicale di Rodriguez-Lopez e soci e del talento di un gruppo del quale non è (ancora) il caso di dubitare.
03/08/2010
Il ritorno del controverso duo ispano-texano, tra luci e ombre
L'ennesimo florilegio di apoteosi e tonfi repentini della formazione guidata dalla coppia Rodríguez-López/Bixler-Zavala
Dopo dieci anni un ritorno spiazzante che strizza l'occhio al pop ma che sembra funzionare in modo sorprendente
La rivisitazione in chiave acustica e latineggiante dell'omonimo album pubblicato lo scorso anno
L'atto fondativo del nuovo progressive rock, fra hardcore visionario e psichedelia salsa
Un viaggio sciamanico a bassa intensità, tra ferite elettroniche e melodie in levitazione
Dove sono finiti i Mars Volta? Sono finiti? O hanno solo corretto l'obiettivo?
Una decisa svolta creativa per il chitarrista dei Radiohead
Un disordinato ma trascinante mix di psych-pop, funky-rock, soft-soul e southern-rock
Parole che prendono corpo, sonorità vivide, un album live esplosivo
Un calderone pop in equilibrio tra psichedelia e progressive
La band piacentina debutta all'insegna dello shoegaze
Il pranzo è servito: un gustoso menù chamber-pop
Un folk pastorale e toccante segna le canzoni del quarto album del musicista dello Yorkshire
Luce e commozione tornano ad irradiarsi dal verbo ambient di Matthew Cooper