Sondre Lerche

Phantom Punch

2007 (Astralwerks) | songwriter, alt-rock

Il giovane norvegese Sondre Lerche si è fatto conoscere nell'ambiente grazie a pochi dischi che hanno ben impressionato, come l'album rivelazione "Two Way Monologue" del 2004. Aveva solo ventun anni, all'epoca. Nel frattempo si è divertito a imitare i grandi jazzisti in "Duper Sessions" dello scorso anno, ma ora ci offre un nuovo cambio di rotta, musicalmente parlando.

Se "Two Way Monologue" aveva fatto guadagnare al giovanotto occhi blu di Bergen l'appellativo di "nuovo Bacharach", molti resteranno un po' stupiti ascoltando questo nuovo lavoro di Lerche. "Phantom Punch" si presenta molto più aggressivo, dove il pop anni 60, primo amore del musicista, si mescola in una nuova veste indie-rock, e la sua voce sognatrice riporta a panorami tipici degli anni 90. La lezione dei grandi maestri del decennio passato è palese in tutte le tracce del disco, e si va da brani in cui sembra proprio di sentire Beck (sarà che il capello biondo influisce anche sulle corde vocali?), i Pavement, i Belle and Sebastian, i Radiohead del primo periodo.
Insomma, tutte influenze che mantengono una forte dose melodica, che in effetti è il marchio di fabbrica del giovane Lerche, aiutato in questo dalla produzione di Tony Hoffer (che, manco a dirlo, ha lavorato con Beck, gli Air, i Belle and Sebastian, i Phoenix...)

Il viaggio nineties ripercorre in sostanza gli stilemi tipici del guitar rock, dell'indie, ma rivisitati in una chiave abbastanza personale, come il riff chitarristico di "Well, Well, Well", che sembra una jam session tra i Pavement e il chitarrista dei Doors. Lerche si traveste da consumato cantautore maledetto in "After All", mentre ci regala una favolosa ballad, "Tragic Mirror", che non ci sembra azzardato paragonare alle migliori intuizioni del Thom Yorke di "The Bends". Una chiusura commovente come "Happy Birthday Girl", infine, avrebbe saputo regalarcela solo Jeff Buckley.

Tutto molto pop, ancora una volta, e risulta molto chiaro, ma l'ispirazione melodica di Sondre Lerche è presente ormai sottopelle, come quelle vene blu che ci sono ma non sono chiarissime. La nuova muta del norvegese parla guitar pop, ma durerà poco perché, ne siamo certi, nel prossimo album avremo nuovi stili da commentare. Per ora, a ventiquattro anni, Sondre Lerche è una delle realtà più importanti della scena cantautorale mondiale, nato e pasciuto con Costello, Bacharach e i Beatles. Dischi che non si dimenticano facilmente, e che ti restano in testa ogni volta che imbracci una chitarra. Sondre Lerche lo sa, e non fa nulla per nasconderlo.

(20/04/2007)

  • Tracklist
  1. Airport Taxi Reception
  2. The Tape
  3. Say It All
  4. Phantom Punch
  5. Tragic Mirror
  6. Face The Blood
  7. John, Let Me Go
  8. Well Well Well
  9. After All
  10. She's Fantastic
  11. Happy Birthday Girl
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