Little Man Tate

About What You Know

2007 (YellowVan / V2) | pop-rock

I Little Man Tate hanno tutto contro di loro. In primo luogo sono una rock band inglese nel senso più classico e tradizionale del termine, uno di quei tipici prodotti a base di innocuo rock chitarristico che l’industria musicale britannica fabbrica a ritmi vertiginosi per la gioia di riviste sempre più affamate, un gruppo che suona l’ennesima rimasticatura di vecchie e impolverate chincaglierie da mercatino delle pulci targate Kinks, Who e Jam, e rivendute a prezzo pieno come fossero nuove. In più, come se non bastasse, su questi Little Man Tate pesa l’imperdonabile aggravante di venire dalla fertilissima Sheffield, il che ormai comporta l’inevitabile accostamento ai più noti concittadini Arctic Monkeys e l’altrettanto inevitabile condanna a essere inseriti nella folta schiera dei gregari che vorrebbero ma non possono.

Ma il bello è che i Little Man Tate tutte queste cose le sanno bene e meglio di chiunque altro, non per niente la canzone-manifesto che apre il loro disco di debutto gioca d’anticipo e s’intitola "Man I Hate Your Band", una mezza pinta di chitarre mod schiumanti e un ritornello avvitato su sé stesso che non lascia molto spazio a elucubrazioni o a compiaciuti intellettualismi e che conosce la combinazione esatta per liberare la curva di hoolingan maneschi e inferociti sepolta in ognuno di noi.

Più che un disco, questo "About What You Know" somiglia a una sudatissima e appiccicosa lezione di educazione fisica a base di birra e sigarette. "Sexy Latin" e "European Lover" seguono la strada indicata da Oasis e Stereophonics, con giri melodici estremamente rudimentali e piacevoli affondi nei ritornelli che sembrano fatti apposta per amplificare l’apoteosi calcistica di folle ubriache e urlanti. "This Must Be Love" e "House Party At Boothy’s" innalzano, secondo una tradizione tipicamente albionica, un piccolo monumento poetico al mito dei venerdì sera trascorsi al pub sotto casa, tra slanci di rude orgoglio operaio innaffiato di birra e aspirazioni sessuali spesso frustrate.

Certo, il giocattolo spesso e volentieri si inceppa e canzoni come "Court Report", "Little Big Man" "3 Day Rules" o "Who Invented These Lists?" non vanno molto oltre la pochezza di un inno alcolico da osteria malfamata, rubacchiando un po’ ai Supergrass, un po’ ai Cribs, e ci si chiede per quale oscura ragione nella scaletta non figuri la canzone più conosciuta dei Little Man Tate, ovvero "What? What You Got".

Forse questa musica non ha davvero più un futuro, anzi a voler essere precisi sono più di vent’anni che non ha un futuro, eppure le note del dittico finale "This Girl Isn’t My Girlfriend" e "Down On Marie" ci raccontano la solita vecchia storia di un gruppo che un giorno trovò una chitarra credendo così di inventare il rock per la prima volta, e cosa possiamo fare noi a questo punto se non crederci, felici di essere stati piacevolmente truffati per l’ennesima volta? Del resto, come recitava candidamente l’adagio degli Art Brut: "Formed a band, we formed a band, look at us, we formed a band!".

(19/04/2007)

  • Tracklist
  1. Man I Hate Your Band
  2. European Lover
  3. Sexy In Latin
  4. This Must Be Love
  5. House Party At Boothy's
  6. Who Invented These Lists
  7. Court Report
  8. Little Big Man
  9. 3 Day Rule
  10. This Girl Isn't My Girlfriend
  11. Down On Marie
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