Six Organs Of Admittance

Shelter From The Ash

2007 (Drag City) | psych-folk

Il precedente "The Sun Awakens" andava in gloria con l'eccellente serpente sciamanico di "The River Of Transfiguration", capace d'innalzare le quotazioni di un disco alla prova dei fatti "minore", anche se dal piglio classico. Stesso discorso, ma senza momenti davvero degni di quel "simulacro di passioni e paure ataviche" (come ci piacque definirlo), per questo nuovo parto di Ben Chasny, artista sicuramente al di sopra della media, ma qui ancora una volta più incline a marcare il passo con l'emblema del "mestiere" piuttosto che con quello della ricerca di nuove traiettorie musicali.

"Shelter From The Ash" è un disco che farà di certo felici i fan del musicista californiano, ma che, nondimeno, deluderà chi poco o nulla conosce della sua ormai decennale carriera. Potrebbe essere, insomma, un buon punto di partenza per iniziare a scoprire il suo incantevole mondo fatto di fingerpicking, estasi psych-folk e pulsioni contemplative di chiara ascendenza raga ("Alone With The Alone", ispirata al filosofo orientalista francese Henry Corbin), senza dimenticare anche un certo intimismo vagamente religioso, qui al meglio evidenziato dalla soffusa "Jade Like Wine" (impreziosita dai bowed cymbals di Tim Green), dall'arrivederci, che non è un addio, di "Goodnight" e dalla delicata combinazione tra acustico ed elettrico di "Strangled Road", con la voce di Elisa Ambrogio (Magik Markers) a duettare, in dolce "corrispondenza d'amorosi sensi", con un Chasny sospeso a mezz'aria.

Ma non è un disco monocromatico, se è questo che vi state chiedendo. Anzi, trattasi di un'opera bifronte (anche se non si sa fino a che punto coerente...), capace, quindi, di muoversi pure dentro territori più scoscesi e, già di per sé, ambigui. Ecco allora il mantra di "Final Wing" (che matura lentamente fino a diventare oscuro presagio, psichedelico clamore in un vuoto di memorie, in un farsi sibillino della musica), la mareggiata elettrica, in costante ascesa, di "Coming To Get You" e, per finire, il pathos elettrico della vorticosa e trascinante title track.
Naturalmente non manca l'omaggio (e volevo ben dire!) ai padri Basho & Fahey, qui testimoniato da una deliziosa quanto ambigua "Goddess Atonement" (con oscuri tocchi di wurlitzer e vibrafono).

Un piccolo compendio, insomma, dei sogni e delle memorie di un artista che non delude, ma che nemmeno ci esalta più di tanto. Lo lascio dunque al suo destino, sapendo che altrove risiede l'essenza della sua arte musicale.

(11/11/2007)

  • Tracklist
  1. Alone With The Alone
  2. Strangled Road
  3. Jade Like Wine
  4. Coming To Get You
  5. Goddess Atonement
  6. Final Wing
  7. Shelter From The Ash
  8. Goodnight
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